Cinema Corso al completo ieri sera per l’anteprima della Festa del Racconto, che ha portato a Carpi Daniel Pennac, amatissimo dal pubblico, in dialogo con la scrittrice Silvia Avallone. Al centro della serata, naturalmente, i libri e il rapporto con la lettura. Un rapporto che, per Pennac, dovrebbe essere innanzitutto libero: leggere è molto più un diritto che un dovere. Lo scrittore ha raccontato anche il suo particolare amore per il romanzo, “perché è come l’acqua: va da tutte le parti. Il romanzo è incontrollabile, va a cercare le cose”.
E proprio ai giovani Pennac ha dedicato alcune delle sue riflessioni più significative. “Il problema è sempre la visione che gli adulti hanno di loro”, ha osservato. “Se gli adulti volessero davvero che i giovani leggessero, i genitori inizierebbero fin dalla nascita a leggere loro delle storie alla sera”. Gli adulti, ha aggiunto, “dovrebbero dare l’esempio” e invece “hanno consegnato la gioventù al commercio del cyberspazio”. Parole che hanno trovato una particolare sintonia con Silvia Avallone, che ha descritto Pennac come “non solo uno dei più grandi scrittori viventi, ma anche una delle persone più generose che io conosca”. “L’ho sempre amato, a casa mia è sempre stato letto e poi, nel 2013, di punto in bianco, dopo che io avevo scritto un solo libro, mi trovo nella posta elettronica una mail di Daniel Pennac”. Una mail scritta, ha raccontato Avallone, “come se fosse stato il mio migliore amico”. Un episodio che, per la scrittrice, restituisce bene il carattere di Pennac: “È un uomo curioso, che ha sempre un occhio attento nei confronti dei giovani, dei bambini, degli esordienti. La sua generosità è oro in questo tempo in cui soprattutto i ragazzi ci stanno gridando aiuto”. Per Avallone, Pennac è anche uno scrittore capace di offrire “uno sguardo sul mondo, sull’umanità” e di “voler credere a tutto il bello”. Ma è anche “un grandissimo della pedagogia”: il suo modo di guardare alla scuola e alla trasmissione della passione per la lettura, “senza stare lì a guardare i voti bensì privilegiando la gioia di conoscere, è qualcosa di straordinario”.