Si può imparare a “fiorire” anche nel caos? E quanto, di fronte all’incertezza e al cambiamento, siamo noi stessi a costruire ostacoli che ci impediscono di riconoscere nuove possibilità? Sono gli interrogativi al centro di Effetto ginestra. Come fiorire senza autosabotarsi, il laboratorio esperienziale proposto dalla Fondazione Casa del Volontariato, nell’ambito del Festivalfilosofia dedicato, quest’anno, al tema Caos. Curato da Nadia Bonamici, psicologa e consulente della Fondazione Casa del Volontariato, e Giulia Pellizzari, presidente della Fondazione, Effetto ginestra accompagnerà il pubblico in un’esperienza che intreccia filosofia pratica, psicologia relazionale e attività di gruppo, per interrogarsi sui meccanismi dell’autosabotaggio e, soprattutto, sul ruolo che le relazioni possono assumere nei percorsi di crescita personale e collettiva. Il laboratorio, aperto a tutti, a partecipazione gratuita, sarà ospitato presso la Saletta della Fondazione CR Carpi, in corso Sandro Cabassi 4, e accompagnerà tutte e tre le giornate del festival: venerdì 18 settembre dalle ore 15.00 alle 20.00, sabato 19.00 settembre dalle ore 10.00 alle 23.00 e domenica 20 settembre dalle ore 10.00 alle 20.00. La partecipazione è libera, mentre la prenotazione è richiesta esclusivamente per le scuole e i gruppi numerosi.
Il titolo del laboratorio richiama l’immagine della ginestra, capace di fiorire anche in condizioni difficili: una metafora della possibilità di attraversare l’incertezza senza esserne paralizzati, riconoscendo nel cambiamento e nell’incontro con gli altri non soltanto elementi destabilizzanti, ma anche opportunità. Nei momenti di difficoltà, infatti, il caos non è necessariamente qualcosa che proviene dall’esterno. Può assumere la forma di un blocco personale, del disorientamento, della paura del cambiamento o di quelle resistenze interiori che finiscono per limitare le possibilità di azione e di relazione. Imparare a riconoscerle significa acquisire maggiore consapevolezza dei propri meccanismi di difesa e provare a trasformare l’incertezza in uno spazio nel quale possano nascere possibilità nuove. È proprio qui che entra in gioco uno dei temi centrali dell’esperienza della Casa della Felicità: la relazione con l’altro come elemento fondamentale del benessere. Non una felicità intesa come condizione individuale e permanente, dunque, ma come processo che passa anche dalla capacità di costruire legami, confrontarsi, mettersi in discussione e riconoscere nelle altre persone una possibile risorsa. Il laboratorio proporrà diversi momenti di partecipazione attiva. Un gioco di ruolo filosofico permetterà di attraversare simbolicamente le esperienze del blocco, della resa e della fioritura; attraverso le “Carte Caos” i partecipanti saranno invitati a mettere in discussione alcune proprie certezze e a scoprire chi hanno accanto. Il percorso si concluderà con una riflessione condivisa, nella quale l’altro potrà essere riconosciuto non come ostacolo, ma come possibile occasione di crescita.
“È il secondo anno che la Fondazione Casa del Volontariato partecipa al Festivalfilosofia, – sottolineano Pellizzari e Bonamici – e in questa edizione, con Effetto ginestra vogliamo proporre un’esperienza nella quale il tema del caos possa essere portato anche dentro la vita quotidiana di ciascuno. Tutti attraversiamo momenti nei quali ci sentiamo bloccati o disorientati e, talvolta, siamo proprio noi a porre dei limiti alle possibilità che abbiamo davanti. L’invito è a provare a riconoscere questi meccanismi e, nello stesso tempo, a riscoprire il valore dell’altro e delle relazioni. Perché anche nei momenti di maggiore incertezza possiamo trovare risorse che da soli non riusciremmo a vedere”.