Le parole sono potenti. Possono nutrire. Curare. E, in qualche modo, colmare un vuoto. Anche quando quell’assenza ha spalancato una voragine nel cuore. E così la carpigiana Elisa Cattini ha deciso di mettere in fila le parole per tentare di superare una perdita. Lo ha fatto giorno dopo giorno, faticosamente, fino a quando i ricordi hanno smesso di ferire, trasformandosi lentamente in consolazione.
Da quello sforzo è sbocciato Eredità, un libro nato da un impulso, da un’esigenza viscerale: dare corpo al dolore, elaborarlo, far fronte allo spaesamento e provare a ritrovare un senso. Elisa ha perduto suo padre, il suo Mufasa, all’improvviso, l’11 dicembre 2020, senza la possibilità di dirgli addio, in uno dei momenti più tragici che abbiamo vissuto negli ultimi anni, quando il Covid è piombato nelle nostre vite e ha imposto distanza e solitudine proprio là dove avremmo avuto più bisogno di vicinanza. Cosa accade quando un pericolo che sembrava così lontano da non poterci raggiungere si avvicina fino a colpirci nei legami più forti, negli amori più grandi? Cosa accade quando un padre viene strappato dalla nostra esistenza? E cosa accade a una figlia che resta, quando la sua vita deraglia al punto da perdere ogni direzione? “Ho scritto questo libro – spiega Elisa – pensando che l’unico modo per accettare la morte improvvisa di mio padre Tiziano fosse raccontare le sue gesta, tutt’altro che eroiche ma per me straordinarie. Scrivere di noi ogni mattina alle 5.30 è servito a superare l’idea che la cura per un genitore passi solo attraverso l’accudimento fisico. Curare la nostra storia ha allentato il morso dell’assenza, restituendomi parte di quella bellezza che il mondo, senza di lui, ha perso. È un romanzo sulla memoria che cura”. La protagonista di Eredità è Alice ed è la sua voce a rievocare Adriano, il padre. Pagine intrise di solitudine, senso di impotenza, incapacità di riconoscersi, fino a quando i ricordi iniziano, lentamente, a curare. Abitare i luoghi del padre, quelli della provincia emiliana che tanto amava, diventa una necessità e allo stesso tempo una scoperta. Una rinascita. Ma Eredità non è soltanto una storia intima e personale. La vicenda della perdita diventa un racconto più universale grazie a una seconda storia che corre parallela: quella della Londra del 1665, flagellata dalla grande peste. Due epoche lontane finiscono così per specchiarsi e fondersi in un unico racconto. Cambiano i secoli, i luoghi, i costumi, ma restano gli stessi la paura, la perdita, la solitudine e soprattutto il bisogno degli esseri umani di trovare un senso a ciò che accade. L’idea di trasformare quel dolore in un romanzo è nata nel 2021, durante un corso alla Scuola Holden. “Il mio professore di allora, Marco Mancassola, ha insistito affinché andassi avanti. Riteneva – racconta Elisa – che il tema della perdita di un affetto importante in un periodo come quello che abbiamo trascorso fosse prezioso da far emergere e che la mia fosse una storia che andava portata alla luce. Ha apprezzato la mia voce e la forma scelta per rendere questa storia universale: il romanzo”. Non è stato semplice, perché ambientare la storia nel 2020 significava confrontarsi con uno dei periodi che più di ogni altro desideriamo lasciarci alle spalle e dimenticare: “è stato lo scoglio più grande ma io non volevo rinunciare alla mia storia e buttare via anni di lavoro”. Elisa ha continuato a studiare, frequentando master di alta formazione tra la Scuola Holden e la Fondazione Mondadori di Milano, fino ad arrivare al Salone del Libro con il suo manoscritto in cerca di un editore. Ed è lì che ha incontrato l’editor Lara Martini, che ha creduto nella storia e le ha suggerito di inserire nel testo qualcosa che permettesse di intuire il contesto del 2020 senza dichiararlo esplicitamente. Da quell’intuizione è nata la seconda storia, “un racconto parallelo ambientato nella Londra del Seicento. Ho rispolverato I promessi sposi del Manzoni il Diario dell’anno della peste di Daniel Defoe e ho concluso la revisione».
Il manoscritto è arrivato quindi a Bookabook, casa editrice indipendente milanese, che ha accolto la proposta. La pubblicazione segue il modello del crowdfunding editoriale: dopo la valutazione della redazione, il libro viene sottoposto ai lettori attraverso una campagna di preordine. Perché Eredità possa arrivare alla pubblicazione, anche nella sua versione cartacea, dovrà raggiungere l’obiettivo di 200 copie. Ed è forse questo l’ultimo passaggio di una storia cominciata con un’assenza: dopo aver scritto per tenere in vita la memoria di suo padre, oggi Elisa affida quella memoria ai lettori. Chi vuole sostenere il progetto e preordinare Eredità può farlo sulla piattaforma Bookabook, fino a un massimo di cinque copie per nominativo: https://bookabook.it/libro/eredita/
Jessica Bianchi