Sono pochi ma sono esasperati. Con l’apertura al pubblico del Parco Città d’Europa, nel maggio dello scorso anno, per i residenti di via Corbolani è iniziato quello che definiscono un “vero e proprio incubo. Non appena le temperature diventano miti, il parco viene preso d’assalto da vari gruppi di ragazzini che ci tolgono letteralmente il sonno”, denunciano i residenti. Le “incursioni”, spiegano le famiglie che abitano a ridosso del parco dell’Oltreferrovia, avvengono soprattutto a notte inoltrata: “dalle finestre di casa entrano urla, schiamazzi, musica ad altissimo volume, trombe da stadio… rumori insostenibili che disturbano la quiete pubblica e ci impediscono di riposare”. Dallo scorso anno i residenti riferiscono di aver inviato varie mail alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale per segnalare “una situazione a dir poco intollerabile” e di aver richiesto più volte l’intervento di Polizia di Stato e Carabinieri per effettuare controlli nell’area.
Il parco dell’Oltreferrovia infatti, ai margini della città ma a due passi dal centro storico, per la sua posizione defilata è l’ideale per “far baldoria, ma noi residenti abbiamo il diritto di dormire”. Accanto agli schiamazzi, ad amareggiare ulteriormente gli animi vi è anche l’alta velocità con cui auto e motorini sfrecciano a tutte le ore del giorno lungo via Corbolani: “è diventata una pista e non più una strada privata a uso pubblico. Il dosso mobile che era stato posizionato mesi fa per coprire un cavo, aveva leggermente rallentato le corse, poi però è stato tolto e tutto è ricominciato daccapo, nonostante il cartello inviti tutti coloro che transitano a non superare i 30 km/h”.
La richiesta dei residenti alle Forze dell’Ordine è chiara: “occorre rafforzare i controlli soprattutto nelle ore serali e notturne affinché chi disturba la quiete pubblica venga individuato e allontanato. L’estate è alle porte e non possiamo pensare di dover richiedere l’intervento degli agenti ogni sera perché non riusciamo a riposare. Auspichiamo che la situazione venga affrontata prima che peggiori ulteriormente”.
Jessica Bianchi