Home Arte, Storia, Cultura, spettacolo e musica Carpi sperimenta sul teatro, ora si investa sull’arte contemporanea

Carpi sperimenta sul teatro, ora si investa sull’arte contemporanea

Minimali, emotivi, sperimentali… i tre monologhi che sono risuonati all’interno del Torrione degli Spagnoli hanno conquistato il plauso dei presenti a dimostrazione del fatto che un’offerta “fuori dalle righe” e in spazi non convenzionali non solo è possibile nella nostra città, ma anche gradita. Soddisfatto l’assessore alla Cultura, Giuliano Albarani che spiega come l’intenzione sia “quella di proseguire con nuove e piccole rassegne dedicate al teatro, alla musica e più in generale alle arti performative… in luoghi non tradizionalmente destinati all’intrattenimento culturale”. L’auspicio è che questo cambio di passo possa coinvolgere sempre di più anche gli altri istituti culturali cittadini, a partire dai Musei di Palazzo Pio.

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Carpi prova a sperimentare e lo fa attraverso una rassegna teatrale di ricerca, scegliendo come cornice il Torrione degli Spagnoli, uno spazio solitamente chiuso al pubblico. I tre spettacoli di SempreApertoTeatro, rassegna curata da Sara Gozzi, hanno rappresentato l’occasione per riscoprire un luogo tanto suggestivo quanto poco conosciuto, proponendo al tempo stesso un’offerta culturale innovativa e capace di intercettare anche un pubblico diverso da quello abituale del Teatro Comunale, giovani compresi.

Minimali, emotivi, sperimentali… i tre monologhi che sono risuonati all’interno del Torrione hanno conquistato il plauso dei presenti a dimostrazione del fatto che un’offerta “fuori dalle righe” non solo è possibile nella nostra città, ma anche gradita.

Soddisfatto l’assessore alla Cultura, Giuliano Albarani: “la rassegna si è rivelata un grande successo sotto diversi punti di vista. Innanzitutto per la partecipazione: tutte e tre le serate hanno registrato il tutto esaurito, con 60 posti occupati per ciascuno spettacolo. Un risultato significativo anche per la varietà del pubblico coinvolto, persone che normalmente non seguono la programmazione ordinaria, così come spettatori provenienti da fuori città. Molto positivo anche il riscontro sul piano culturale. Le tre proposte, pur diverse per linguaggio e modalità espressiva, si sono distinte per la loro intensità e capacità di coinvolgimento, portando al centro temi importanti e attuali. Il contesto si è confermato uno spazio capace di offrire forme di comunicazione originali ed efficaci, in grado di stimolare riflessione e partecipazione. L’intenzione è dunque quella di proseguire con nuove e piccole rassegne dedicate al teatro, alla musica e più in generale alle arti performative. L’obiettivo sarà quello di integrare al meglio questi appuntamenti con il calendario del Teatro Comunale, che riaprirà tra settembre e ottobre, e con la programmazione estiva di Carpi Estate”.

L’esperienza di SempreApertoTeatro vuol essere un tassello di un mosaico più ampio, aggiunge l’assessore, “un percorso di popolamento culturale degli spazi cittadini, anche di quelli non tradizionalmente destinati all’intrattenimento culturale oppure temporaneamente non fruibili nella loro funzione originaria, come nel caso del Torrione. L’idea è quella di promuovere una fruizione culturale diffusa e integrata”. In tal senso basti pensare all’imminente Festival Concentrico che avrà il suo epicentro nel complesso di San Rocco e nelle aree circostanti, dal piazzale della Meridiana fino al parco adiacente. Anche Festival Filosofia e Festa del Racconto cercheranno sempre più di valorizzare spazi non convenzionali.

“L’obiettivo – sottolinea Albarani – è fare in modo che la cultura possa abitare ogni parte della città, anche quelle che, di volta in volta, risultano temporaneamente impraticabili o trasformate rispetto alla loro configurazione ideale. In questi contesti, l’offerta culturale può diventare uno strumento di aggregazione, partecipazione e vitalità urbana”.

L’auspicio è che questo cambio di passo possa coinvolgere sempre di più anche gli altri istituti culturali cittadini, a partire dai Musei di Palazzo Pio. Luoghi che meritano di essere vissuti con continuità e partecipazione crescenti. Ben vengano le aperture straordinarie in occasione di ricorrenze come il Capodanno o San Valentino, così come le pause pranzo da trascorrere tra le varie sale: iniziative che chiedono però un ulteriore salto di qualità. È arrivato il tempo delle grandi mostre.

Carpi ci prova con il progetto originale Le acque del caos. Alle origini del mondo egizio: da settembre a marzo 2027 la nostra città esporrà reperti originali del Museo Egizio connettendoli al tema dell’edizione di Festivalfilosofia ovvero Caos. Basterà?

La vicina Modena insegna: dopo il successo della mostra dedicata a Giorgio de Chirico dello scorso anno, l’Amministrazione ha annunciato l’arrivo di due nuove esposizioni di grande richiamo dedicate al fotografo Robert Doisneau e al maestro del periodo Edo Katsushika Hokusai. Eventi capaci non solo di arricchire l’offerta cittadina, ma anche di attrarre numerosi visitatori da fuori territorio. Infine resta ancora aperto — e per ora sostanzialmente inesplorato — un altro grande tema: quello dell’arte fuori dagli spazi canonici. Un’arte diffusa, contemporanea, capace di apparire all’improvviso in un cortile, in un parco, lungo una strada. Un’arte che sorprenda, incuriosisca e coinvolga i cittadini in una sorta di inaspettata caccia al tesoro urbana. Fotografie, sculture, installazioni… proviamoci!

Jessica Bianchi