Il 20 novembre del 1989 fu approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la ‘Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’, documento che impegnava giuridicamente gli Stati che l’avrebbero sottoscritta – tra i quali l’Italia, che la ratificò il 27 maggio 1991 con la Legge n. 176 – al rispetto dei dieci diritti fondamentali dell’infanzia. Quanti di quegli Stati, oggi, rispettano l’impegno preso, soprattutto nei confronti di quei bambini e adolescenti costretti ad emigrare per le discriminazioni religiose ed etniche di cui sono vittime, oltre che per le guerre in corso nei loro paesi d’origine e a causa della povertà sempre più diffusa nel pianeta, e che per questi motivi hanno più bisogno di essere protetti?
Per rispondere al quesito, è nato Diritto al futuro, documentario a firma dello storico mezzobusto del TG1 Piero Badaloni, che lo ha girato insieme ad Andrea Ballestrazzi e Fausta Slanzi: prodotto da Ho Avuto Sete odv, l’opera sarà proiettata lunedì 4 maggio, alle ore 20.30, presso il Cinema Corso di Carpi, nel corso di un’iniziativa promossa dalla stessa ‘Ho Avuto Sete’ insieme a Ordine degli Avvocati di Modena e Fondazione Casa del Volontariato (ente finalizzato al sociale della Fondazione CR Carpi), con il patrocinio del Comune di Carpi, nell’ambito del programma di iniziative di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026.
Ingresso a offerta libera – prenotazione dei posti al seguente link: https://bit.ly/3OyJ2LD – per il progetto di costruzione di un impianto idrico di acqua potabile e orto comunitario per il Villaggio di Zaka – Tenkodogo, in Burkina Faso.
Il documentario si propone di fare un viaggio che parte dal confine tra Messico e Stati Uniti, dove migliaia di ragazzi sono bloccati nel loro tentativo di espatriare per raggiungere i parenti, da un muro lungo mille chilometri e alto sette metri, mentre dall’altra parte del muro quei parenti vengono cacciati con la violenza delle armi. Il viaggio prosegue poi in Europa, dove sbarcano tanti minori migranti non accompagnati dall’Africa, e arrivano tanti bambini ucraini che fuggono dal loro paese martoriato dalla guerra.
Le immagini raccontano le loro storie, drammatiche e struggenti, così come quelle di tante bambine afgane fuggite con i loro genitori in Pakistan e Iran, costrette dai governi di quei due paesi a tornare in patria, dove non solo non possono più studiare perché è loro vietato dai Talebani, ma neppure passeggiare liberamente.
Inoltre, la telecamera degli autori racconta le storie di alcuni bambini feriti a Gaza e ricoverati negli ospedali italiani, così come in altri paesi europei, per ricevere un’assistenza che nella loro terra, a causa di una guerra spietata, è ormai divenuta impossibile.
Infine, anche la testimonianza dei volontari delle organizzazioni internazionali più impegnate nell’assistenza a questa infanzia in difficoltà, nonostante la drastica riduzione dei fondi, decisa dal presidente USA Donald Trump.
Tra le testimonianze raccolte, quella del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che richiama il diritto alla pace e invita a “disarmare il cuore e le mani”.
L’iniziativa è realizzata con il contributo di Gruppo Cassa Centrale – Credito Cooperativo Italiano, Ordini degli Avvocati di Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Padova, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini; URCOFER – Unione Regionale dei Consigli degli Ordini Forensi dell’Emilia-Romagna; Fondazione Forense Modenese e Controvento Aps. In collaborazione con Land.