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Nella terra natale di Domenico Vandelli, da Levizzano Rangone a Denzano

Sette abitanti in tutto. Una ventina di abitazioni. Nel periodo natalizio almeno un centinaio di presepi sparsi per il borgo. E almeno mille anni di storia. Stiamo parlando di Denzano, piccolo borgo sospeso tra la valle del Panaro e quella del torrente Guerro. Ecco una nuova puntata dei Sentieri Minimi di Bruno Pullin.

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Sette abitanti in tutto. Una ventina di abitazioni. Nel periodo natalizio almeno un centinaio di presepi sparsi per il borgo. E almeno mille anni di storia. Stiamo parlando di Denzano, piccolo borgo sospeso tra la valle del Panaro e quella del torrente Guerro. Siamo a meno di mezz’ora di strada da Modena e questa zona era nel “fascio” dei percorsi delle Romee Nonantolane, ossia le strade che, partendo dalla Abbazia di Nonantola, allora formidabile centro religioso e di potere, portava alla Città Eterna. Abbiamo deciso di partire da Levizzano Rangone per una serie di motivi ma il principale è che volevamo rendere omaggio all’abate Domenico Vandelli, che qui nacque nel 1691. Noto a tutti i camminatori come l’ideatore della omonima Via Vandelli che, scavalcando temerariamente le Apuane, congiungeva dal 1750 Modena con Massa, in realtà dovrebbe essere noto a tutti quelli che frequentano colline e montagne come l’inventore delle isoipse, ossia le tanto “odiate” curve di livello. Chi non ha mai pianificato un percorso guardando alle curve di livello per capire quanto ripida fosse la salita? Ecco, prima di Vandelli non c’era un modo scientifico per fare questi ragionamenti. Leggere la biografia di Vandelli peraltro è interessante per capire i vastissimi interessi e le capacità di questa persona, oltre gli aspetti geografici.

Parcheggiamo nella piazza sotto il Castello che merita una visita al ritorno e ci incamminiamo verso il torrente Guerro lungo la strada Provinciale 18 – Via Bedine in direzione di Castelvetro (attenzione alle auto! perchè il marciapiedi c’è in parte) fino ad un’ampia curva dove prenderemo a destra Via Passanello. Scesa la via arriviamo a incrociare il torrente Guerro: all’incrocio andiamo a sinistra lungo via Guerro di Qua per circa 500 metri fino ad uno slargo dove è presente una fontanella (trovata sempre NON funzionante!). Ci immettiamo sulla stradina a destra e oltrepassiamo il fiume poco dopo. Siamo in Via Oltre Guerro ma poco dopo prendiamo la strada in salita sulla sinistra (Via Denzano) che addolcisce un po’ la pendenza con un doppio tornante in corrispondenza di un rimboschimento con lecci. Passati davanti ad una dele ultime ville stabilmente abitate, la strada diviene più stretta e dopo un “gomito” sale alternando tratti inghiaiati e tratti pavimentati in vario modo. Saliamo fino a un trivio di carrarecce dove terremo quella più a destra. Con un ultimo piccolo sforzo si raggiunge il Monte delle Tre Croci (uno dei mille in Italia con questo nome … e sappiamo il perchè) dal quale già si vede Denzano, oltre i calanchi. Proseguiamo sul crinale sino a un gruppo di case abitate dove prenderemo un sentiero a sinistra che ci eviterà un po’ di metri rispetto alla strada. Arriviamo a fianco del cimitero di Denzano e da lì alla Pieve ed alla Torre sono poche centinaia di metri. Senza accorgercene abbiamo fatto diversi chilometri sulla Romea Nonantolana Occidentale e in molti punti abbiamo seguito il recente tracciamento del Sentiero dell’Unione. Tenete presente che a Denzano vi è solo una locanda. Si mangia molto bene, ma nel caso vogliate goderne, telefonate sempre per verificare apertura e disponibilità. La chiesa purtroppo è aperta solo la domenica mattina per la messa delle 9 e difficilmente si riesce a visitare. Anche la torre non è aperta quindi da lì possiamo goderci un bellissimo panorama su Modena con la Ghirlandina svetta inconfondibile e Bologna della quale si vede chiaramente San Luca. Nelle giornate serene la vista arriva al Baldo ed alle Alpi: chi è pratico può distinguere chiaramente le cime delle Alpi centrali.

Per ritornare abbiamo diverse opzioni.

Il Sentiero dell’Unione scende verso Marano, iniziando da dietro la chiesa e potremmo farne una parte per poi deviare a sinistra per ritornare a Denzano. Non ci piace molto questo percorso perché tutto asfaltato e con scarso panorama. Inoltre la allunghiamo un po’ se andiamo di qui. Pertanto vi suggeriamo di ritornare da dove siete venuti fino alle case dove avete imboccato il sentierino per Denzano, quindi un bel po’ prima del Monte dele Tre Croci. A sinistra c’è una carrareccia che restando a fianco di prati scende verso il Guerro. Arrivati alla strada asfaltata andate a destra e in poco vi trovate all’incrocio con via Passanello. A questo punto ripercorrendo la strada dell’andata ritorniamo a Levizzano. Chi non volesse fare i 3 km circa di strada da Levizzano al Guerro, può ovviamente parcheggiare in fondo a via Passanello e partire da lì. Al Castello si può andare a fine giro con l’auto. Suggeriamo di fare questo percorso al pomeriggio in modo da godersi il tramonto da Denzano e di scendere con le torce frontali dalla carrareccia indicata. È molto facile vedere dei caprioli, dei daini o altri animali. Se poi lo fate guardando il calendario lunare in modo di scendere con la luna piena, beh ,,, tanta roba a due passi da casa.

Scheda percorso

Lunghezza: 11 km

Dislivello: 350 metri a partire da Levizzano

Durata: 3 ore oltre alle pause