Home Arte, Storia, Cultura, spettacolo e musica Metti una sera a cena… con il coro!

Metti una sera a cena… con il coro!

Nata nel settembre del 1974 presso la chiesa carpigiana di San Bernardino Realino, la Corale Giuseppe Savani di Carpi prosegue la sua maratona di eventi e concerti per festeggiare il traguardo dei suoi primi 50 anni di attività. Lo scorso 1° marzo, presso la sala del Circolo Guerzoni, si è tenuto lo spettacolo musical-gastronomico intitolato A cena con il coro.

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Nata nel settembre del 1974 presso la chiesa carpigiana di San Bernardino Realino, la Corale Giuseppe Savani di Carpi prosegue la sua maratona di eventi e concerti per festeggiare il traguardo dei suoi primi 50 anni di attività.

“Abbiamo costruito un calendario di iniziative – spiega il presidente del coro, William Stefani – che impegna il coro a ripercorrere l’intero repertorio e le più significative proposte spettacolari realizzate in tutti questi anni di ininterrotta attività. Ovviamente nel corso del tempo c’è stato un avvicendarsi di nuovi coristi, per molti dei quali questo progetto assume il significato di conoscere e farsi testimone della storia artistica della Savani”. Le celebrazioni del cinquantennale sono iniziate il 27 settembre 2024 con un maestoso concerto di musica sacra con orchestra nel Duomo di Carpi mentre il secondo appuntamento è stato lo spettacolo natalizio presso la chiesa natale del coro.

Il 1° marzo di quest’anno, presso la sala del Circolo Guerzoni, si è invece tenuto il terzo appuntamento in programma, una proposta artistica decisamente originale. Si tratta di uno spettacolo musical-gastronomico intitolato A cena con il coro.

“Vi è un antico legame tra il complesso dei sensi umani, che lo stile di vita nella nostra società materialistica e pragmatica tende a mortificare. Il nostro spettacolo – sottolinea il direttore del coro, il Maestro Giampaolo Violi – vuole creare un’opportunità per riallacciare l’integrità sensoriale attraverso agganci culturali significativi tra la musica (arte dell’udito) e il cibo (arte del gusto, olfatto e tatto). La componente visiva, data dalla performance live e dalla gestualità del coro, si ridimensiona a completamento dei sensi e smette per un attimo di essere il senso dominante. Pensiamo che questo equilibrio si traduca in un semplice motto: stare bene. Ed è esattamente questo anche il motivo per il quale un coro amatoriale come il nostro esiste: perseguire un benessere che l’arte può indurre attraverso un lavoro disciplinato e collettivo”.

Del tutto vietato spoilerare il copione, in quanto “l’effetto sorpresa – prosegue il maestro – gioca un ruolo determinante. Il pubblico delle nostre cene entra in sala senza sapere esattamente cosa lo attende, ed è proprio questo fatto che ci permette di giocare le nostre

proposte inconsuete. L’esperienza ci ha poi dimostrato che alla fine il pubblico esce sempre appagato. Credo che il segreto stia nella cura maniacale che tutti i coristi mettono nella realizzazione anche dei minimi dettagli… Risulta evidente che l’intero coro è determinato a realizzare uno spettacolo a regola d’arte”.

Le celebrazioni però non sono ancora finite, come assicura Stefani: “il prossimo appuntamento è intitolato Quodlibet ed è un concerto-spettacolo che racconta la storia del coro dal 1974 ad oggi, e naturalmente di riflesso racconta anche come è cambiato il mondo in questi 50 anni. Si terrà il 10 maggio nella sala del Centro di promozione sociale Gorizia, in via Cuneo. A seguire il 31 maggio ci sarà la quarantesima edizione della nostra Rassegna corale, con ospite un coro spagnolo. Infine l’ultimo appuntamento del cinquantennale sarà a ottobre in Teatro comunale con uno spettacolo multimediale intitolato Il tempo di Savani, incentrato sulla vita e sul periodo storico (1855-1920) nel quale visse il compositore carpigiano di cui ci onoriamo di portare il nome.

Buoni cinquant’anni cara Corale Giuseppe Savani…