La formazione di Anna Mazzinghi, solierese classe 1996, è duplice e parte da lontano. Nell’estate del 2015, dopo il diploma al Liceo delle Scienze Umane M. Fanti di Carpi, decide di intraprendere studi artistici e tenta l’accesso all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Di fronte a un primo rifiuto, anziché scoraggiarsi, decide di colmare le lacune tecniche: fino a quel momento autodidatta, frequenta un anno di corso alla Scuola Comix di Reggio Emilia. Un’esperienza fondamentale che le fornisce le basi manuali necessarie per superare, nel 2016, i test d’ammissione all’Accademia bolognese. Qui sceglie il corso di pittura, indirizzando il proprio percorso verso un professore – Bruno Benuzzi – la cui visione abbracciava linguaggi di confine come l’illustrazione pop, l’animazione, il fumetto, i graffiti e la poster art. Dopo tre anni intensi, nel 2020 arriva il diploma in pittura e arti visive, seguito da un ulteriore triennio di specializzazione in animazione 2D e digitale a Firenze.
Come si sono intrecciati educazione dei più piccoli e arte?
“In concomitanza con gli studi digitali, ho iniziato a lavorare come educatrice. Se all’inizio il mio raggio d’azione si rivolgeva ad adolescenti e adulti, gradualmente il mio cammino si è spostato verso il mondo dei bambini e dei ragazzi dai 3 ai 14 anni. E, da sei mesi, ho avviato ufficialmente la mia attività come illustratrice e atelierista, portando i miei laboratori in giro per tutta la provincia. Al centro della mia proposta c’è una visione educativa precisa: i miei laboratori sono basati sulla mia esperienza di illustratrice e mi concentro su uno spazio assente di giudizio, in cui i bambini siano liberi di esprimersi e di crescere insieme senza per forza arrivare a una performance. Per me l’arte è un canale potentissimo di crescita. Nei miei laboratori, a seconda anche del’età e delle competenze dei bambini, sperimentiamo l’acquerello, il pastello e il disegno, ma spaziamo volentieri anche verso la manipolazione della creta e l’uso di elementi naturali per creare texture uniche. Attualmente sto concentrando una parte importante della mia ricerca sulla fascia 0-6 anni attraverso l’esplorazione dei cinque sensi, collaborando con cooperative e proponendo un approccio esperienziale ed emozionale dove la solida formazione artistica rappresenta un valore aggiunto”.
Per quanto riguarda invece i tuoi progetti artistici personali, quali sono i soggetti e le tecniche che prediligi?
“Nelle mie produzioni, realizzate principalmente con tecniche digitali, prediligo un immaginario ben preciso, sospeso tra il genere spaventoso e quello ironico, come dimostra la mia serie personale dedicata ai fantasmini. Attraverso i miei lavori realizzo atmosfere misteriose e avventurose, dove i personaggi, sempre bambini, sono portati ad affrontare sfide in solitudine, un po’ come facciamo tutti noi nel passaggio alla vita adulta. Di recente ho lavorato al progetto per un albo illustrato che parla di magia, colori, di accettazione di se stessi e del proprio modo di affrontare il mondo. Inoltre, collaboro con autori e autrici della zona a progetti di libri illustrati da proporre poi alle case editrici”.
Progetti per il futuro?
“Guardando al futuro, i progetti non mancano: mi piacerebbe pubblicare un libro illustrato, continuare a sviluppare le mie auto-produzioni, aprire un atelier fisico dedicato a bambini e ragazzi e inaugurare uno shop online. Nel frattempo, continuo a seminare creatività anche sulle mie pagine social, lasciando a piccoli e grandi preziosi spunti per esercizi visivi e narrativi”.
Chiara Sorrentino