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La Francesa riapre le porte alla natura: tra nuovi nati, alberi e… arte

All’Oasi La Francesa di Fossoli, dopo la pausa estiva, domenica 6 settembre si torna a camminare in punta di piedi, tra alberi, acqua e sentieri. E di storie, quest’anno, la Francesa ne ha davvero tante da raccontare. “Riapriamo con diverse novità”, annuncia il presidente di Panda Carpi, associazione che da anni custodisce questo piccolo scrigno di biodiversità. Dall’inaugurazione dell’Area del Silenzio con le vecchie panchine che per tanti anni hanno raccolto le chiacchiere dei carpigiani in Piazza Martiri a una… Matita.

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Ci sono luoghi che non hanno bisogno di fare rumore per raccontare una storia. Basta fermarsi, ascoltare e aspettare. All’Oasi La Francesa di Fossoli, dopo la pausa estiva, domenica 6 settembre si torna a camminare in punta di piedi, tra alberi, acqua e sentieri. E di storie, quest’anno, la Francesa ne ha davvero tante da raccontare. “Riapriamo con diverse novità”, annuncia il presidente di Panda Carpi, associazione che da anni custodisce questo piccolo scrigno di biodiversità.

Una delle prime novità sarà l’inaugurazione, alle 17, dell’Area del Silenzio, uno spazio pensato per invitare ancora di più alla sosta, all’ascolto e all’osservazione. A renderla speciale saranno anche alcune vecchie panchine che per tanti anni hanno raccolto le chiacchiere dei carpigiani in Piazza Martiri e che ora hanno trovato una seconda vita, lontano dal rumore della città, tra gli alberi dell’oasi. È quasi un passaggio di testimone: dopo aver ascoltato per anni voci, incontri e conversazioni, quelle panchine sono ora chiamate a fare silenzio. “Amico visitatore, siediti un attimo in silenzio”, invita il cartello che accoglie chi arriva. E racconta che è venuto per loro il momento “di riposare e di ascoltare i soli suoni della natura”.

L’invito è a socchiudere gli occhi e lasciarsi immergere “tra i profumi del bosco, il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli e degli insetti”. Perché qui il silenzio non è vuoto, ma è un concerto che cambia continuamente: “il più bel concerto mai scritto, ogni volta diverso e sempre scritto con superbe note”. E proprio qui troverà posto anche la prima “opera” del futuro percorso artistico dell’oasi: La Matita. “Vorrei creare all’interno dell’oasi un percorso artistico”, spiega il presidente Gianni Guerzoni. Un modo per avvicinare arte e natura senza che l’una finisca per sovrastare l’altra. Intanto si prepara anche l’ampliamento del percorso nell’area boscata, con l’inserimento di una nuova zona dedicata alle antiche cultivar, piante da frutto autoctone, per recuperare e valorizzare varietà legate alla storia agricola del territorio.

Ma il vero spettacolo, alla Francesa, resta quello che non si può programmare. Quello che accade spontaneamente, quando la natura decide di regalare una sorpresa. Come la nascita delle prime piccole Emys, le tartarughine palustri europee nate grazie al centro di ripopolamento. Minuscole, preziose, difficili da vedere, sono uno dei segnali più belli del lavoro di conservazione portato avanti nell’oasi. E poi ci sono i caprioli. Anche quest’anno la Francesa ha accolto nuovi nati e i volontari sono riusciti a fotografarli nei loro primi mesi di vita. Immagini che raccontano meglio di tante parole quanto sia importante lasciare a questi animali uno spazio in cui poter vivere senza essere disturbati. Perché l’oasi è innanzitutto questo: un rifugio. Dei 23 ettari complessivi, soltanto uno è visitabile, proprio per proteggere il resto dell’area e i suoi abitanti. A settembre, con l’inizio del ripasso, la migrazione verso Sud, il cielo sopra la zona umida tornerà inoltre a riempirsi di vita. Dal capanno del birdwatching sarà possibile osservare germani reali, piro piro, aironi, pantane, martin pescatori, albastrelli, sgarze ciuffetto, beccaccini e molte altre specie in sosta lungo il loro viaggio.

Dietro questo paesaggio apparentemente immobile, però, c’è molto lavoro. L’estate è servita ai volontari anche per rimediare ai danni provocati dal maltempo e sistemare le strutture. “Abbiamo sostenuto tantissime spese per sistemare il canale perimetrale e per ovviare ai danni causati dal maltempo. Un salice è finito sul capanno di osservazione, mentre un altro, più piccolo, è andato distrutto” prosegue Guerzoni. La cura dell’oasi passa dunque anche da ciò che non si vede: manutenzione, riparazioni, pazienza e ore di lavoro volontario. Tutto per conservare un equilibrio delicato, quello tra la presenza dell’uomo e la libertà della natura. E quest’anno La Francesa vuol essere sempre più aperta a tutti. Sono infatti in preparazione nuove attività dedicate ai bambini e iniziative pensate per le persone ipovedenti, perché imparare a conoscere la natura significa anche trovare il modo di poterla vivere attraverso tutti i sensi.

Non mancheranno poi gli appuntamenti con i libri. Sabato 12 settembre alle 16.30 Maria Rosa Macchiella presenterà Amici alberi, mentre sabato 19 settembre sarà la volta di Catia Allegretti e Marzia Lodi, autrici di Case di pietra. Alla Francesa, insomma, la stagione riparte con un invito semplice: rallentare. Entrare e lasciare che siano gli alberi, gli uccelli, l’acqua e gli animali a decidere cosa mostrare. Dove il silenzio è il modo più rispettoso per ascoltare la vita. L’Oasi La Francesa sarà aperta fino alla prima domenica di novembre, la domenica e nei giorni festivi dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. L’ingresso è gratuito.

Jessica Bianchi