L’ultraciclista carpigiano Michele Iacomino ha compiuto un capolavoro di resistenza completando la gara unsupported più lunga del continente in 28 giorni e 23 ore. Il suo è l’ottavo posto assoluto, il primo italiano. Il tempo finale sotto la soglia dei 29 giorni posiziona Michele Iacomino nell’élite dei finisher dell’ultraciclismo europeo.
La North Cape – Tarifa è un viaggio al limite delle possibilità umane: 7.400 chilometri, 80.000 metri di dislivello positivo (l’equivalente di scalare l’Everest quasi nove volte di fila) e una traversata solitaria attraverso l’Europa intera. Si parte dai venti glaciali del circolo polare artico e ci si spienge, pedalata dopo pedalata, fino al sole dell’Andalusia, dove l’Europa guarda in faccia l’Africa. È il riassunto sintetico — ma di un’intensità quasi inimmaginabile — di ciò che ha compiuto Michele Iacomino, capace di portare a termine la North Cape – Tarifa, considerata da molti la gara di ultracycling in solitaria più dura e lunga al mondo.
La formula non concede sconti: è una prova unsupported. Niente ammiraglie al seguito, niente massaggiatori o meccanici pronti ad assistere l’atleta lungo la strada. Ogni decisione — dove dormire (spesso poche ore in sacco a pelo o su sistemazioni improvvisate), dove alimentarsi, come gestire la meccanica della bicicletta e come superare i momenti di crisi — è interamente riposta nelle mani e nella testa del ciclista.
L’avventura era iniziata lo scorso 19 giugno a Capo Nord, nel giorno del suo 42° compleanno, e si è conclusa a Tarifa sabato 18 luglio dopo 28 giorni e 23 ore di marcia continua dai paesaggi sconfinati e silenziosi della Lapponia alle ripide rampe dei valichi alpini, fino al caldo torrido delle pianure spagnole: l’impresa di Michele Iacomino testimonia quanto la determinazione umana possa abbattere qualsiasi confine.
Un messaggio d’ispirazione per la sua Carpi e per tutti gli appassionati di ciclismo e d’avventura: con il giusto equilibrio tra preparazione fisica, rispetto per il corpo e forza di volontà, anche l’impossibile si trasforma in un traguardo tagliato a braccia alzate.