Venti alloggi candidati, ma nella prima fase Carpi punterà soltanto sui dieci più vicini alla realizzazione. È questa la principale ricaduta locale della delibera con cui la Regione Emilia-Romagna ha approvato l’elenco degli interventi idonei della Linea 1, primo tassello del piano per incrementare l’offerta di alloggi pubblici e a canone calmierato attraverso il recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP) ed edilizia residenziale sociale (ERS). Il provvedimento riguarda anche il Comune di Carpi, la cui candidatura è risultata ammissibile.
Per la città il progetto prevede complessivamente il recupero di 20 alloggi, destinati ad aumentare l’offerta di case in affitto a canone calmierato per famiglie e lavoratori. L’intervento, però, sarà sviluppato in due fasi.
A spiegarlo è l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Carpi, Tamara Calzolari, che sottolinea come l’Amministrazione dovrà ora confermare formalmente gli interventi da inserire nel piano definitivo: “Per ora confermiamo i 10 fuori da via Unione Sovietica, tra via Fratelli Cervi, via Genova, via Cesare Pavese, via Fosse Ardeatine e via Antonio da Sangallo, perché sono immediatamente cantierabili mentre mentre quelli del Biscione sono posticipati a un secondo momento. Al termine dei primi dieci interventi otterremo degli appartamenti che metteremo in graduatoria Ers, unitamente a quelli di Corte Fossoli per andare incontro a quella fascia grigia di cittadini che non riesce a trovare una risposta nel mercato privato, ma che non è in una condizione così disagiata da rientrare nelle case popolari. All’interno di queste graduatorie prevederemo delle priorità per i lavoratori dei servizi pubblici”.
La delibera regionale, infatti, non finanzia automaticamente tutti gli interventi candidati, ma approva l’elenco degli alloggi ritenuti idonei e apre la fase successiva, durante la quale Comuni e Acer dovranno confermare le candidature che entreranno nel Piano definitivo degli interventi. Solo dopo questo passaggio sarà definito il quadro delle opere che saranno effettivamente finanziate con risorse regionali e fondi europei Fesr.
L’obiettivo del programma è recuperare alloggi oggi inutilizzati, riqualificarli sotto il profilo energetico e renderli disponibili a canoni inferiori rispetto al mercato, offrendo una risposta concreta alla crescente domanda abitativa di giovani, lavoratori e nuclei familiari con redditi medio-bassi. Il piano dispone complessivamente di 50,7 milioni di euro, di cui 30,7 milioni provenienti dal Fesr e 20 milioni da risorse regionali.
Restano invece in attesa i dieci alloggi previsti in via Unione Sovietica, strettamente legati al destino del progetto di riqualificazione del Biscione. Un intervento da circa 9 milioni di euro, avviato nel 2020 con l’obiettivo di rigenerare il grande complesso residenziale, ma rallentato prima dallo stop al Superbonus 110% e al meccanismo della cessione del credito, poi dall’aumento dei costi dell’edilizia. A un anno dall’ultimo aggiornamento dell’Amministrazione, il progetto resta infatti in una fase di stallo: Comune e Acer hanno finora acquisito soltanto 17 dei 55 alloggi necessari per procedere alla riqualificazione.
La scelta di rinviare gli alloggi del Biscione fotografa perfettamente lo stato di una delle operazioni di rigenerazione urbana più ambiziose mai annunciate a Carpi. Un progetto faraonico che, sei anni dopo essere stato messo nero su bianco, continua a scontrarsi con ostacoli economici, acquisizioni incompiute e un cantiere che non ha ancora visto la luce. Un’operazione che, per ora, non è che una promessa.
Jessica Bianchi