Temperature oltre i 37-38 gradi, irrigazioni sempre più frequenti, raccolte concentrate nelle ore più fresche della giornata e frutti esposti al rischio di scottature. Ma per la frutticoltura modenese l’emergenza non è soltanto il caldo record di queste settimane. A preoccupare agricoltori e organizzazioni di categoria è soprattutto l’alternanza sempre più frequente tra siccità prolungate ed eventi estremi, come temporali violenti e grandinate improvvise, compresa quella che questa mattina ha colpito diverse aree della Bassa modenese e non solo. “Oggi l’agricoltura non deve più confrontarsi con un’estate semplicemente più calda – afferma Francesco Schiavi, presidente di Confagricoltura Modena –. Alla siccità si alternano ondate di calore, grandinate e raffiche di vento che possono compromettere mesi di lavoro. La vera criticità è l’imprevedibilità del clima”. Il caldo accelera la maturazione dei frutti, aumenta lo stress idrico delle piante e rende indispensabile una gestione sempre più precisa dell’irrigazione. Le grandinate, invece, possono causare danni immediati alle produzioni, compromettendo qualità e quantità dei raccolti e favorendo problemi fitosanitari. Particolarmente delicata è la situazione della pericoltura, una delle filiere simbolo della pianura modenese e centrale per la Pera dell’Emilia-Romagna IGP. Negli ultimi anni il comparto ha dovuto affrontare gelate tardive, grandinate, maculatura bruna, cimice asiatica, siccità, ondate di calore e costi di produzione crescenti, con una forte riduzione delle superfici coltivate.
Secondo i parlamentari modenesi del Partito Democratico Stefano Vaccari, Maria Cecilia Guerra ed Enza Rando, la crisi ha assunto dimensioni drammatiche: nella provincia di Modena gli ettari coltivati a pero sono passati da 7.003 a circa 3.213, con migliaia di alberi abbattuti e pesanti ricadute sull’occupazione e sull’indotto. Per questo il caso è arrivato in Parlamento, con due interrogazioni al Ministro dell’Agricoltura per chiedere interventi urgenti a sostegno della filiera. Tra le richieste, lo sblocco delle risorse previste per il settore della pera e l’accelerazione delle procedure per gli sgravi contributivi destinati alle imprese colpite dalle avversità.
“La filiera della pera sta attraversando la crisi più grave della sua storia – dichiarano Vaccari, Guerra e Rando –. In gioco non c’è soltanto una produzione di qualità, ma la tenuta economica, occupazionale e sociale di un intero territorio”.
Confagricoltura sottolinea intanto gli investimenti messi in campo dalle aziende: sistemi irrigui efficienti, reti antigrandine e antipioggia, tecnologie di monitoraggio e agricoltura di precisione. “Le imprese agricole stanno facendo la loro parte. Per continuare su questa strada – conclude Schiavi – servono però strumenti che accompagnino gli imprenditori nell’adattamento ai cambiamenti climatici. Difendere la frutticoltura modenese significa proteggere occupazione, filiere, paesaggio e una parte fondamentale dell’identità agroalimentare del territorio”.