Home Salute, Sanità, Sociale Disorientamento e demenza, a Modena il GPS che protegge i malati e...

Disorientamento e demenza, a Modena il GPS che protegge i malati e aiuta le famiglie

È la novità introdotta in questi giorni dall’Azienda USL di Modena che prevede la possibilità di prescrivere, a pazienti selezionati e seguiti dalla Geriatria Territoriale della Provincia di Modena, uno dei 10 nuovi dispositivi GPS acquisiti grazie al Fondo Nazionale Alzheimer e che consentono ai familiari di individuare tempestivamente il proprio caro ed intervenire in caso di bisogno.

0
218

Un GPS per localizzare in tempo reale il paziente con demenza a rischio di disorientamento topografico. È la novità introdotta in questi giorni dall’Azienda USL di Modena che prevede la possibilità di prescrivere, a pazienti selezionati e seguiti dalla Geriatria Territoriale della Provincia di Modena, uno dei 10 nuovi dispositivi GPS acquisiti grazie al Fondo Nazionale Alzheimer e che consentono ai familiari di individuare tempestivamente il proprio caro ed intervenire in caso di bisogno.

Il cosiddetto “disorientamento topografico” è una delle possibili problematiche del paziente affetto da demenza e non solo è causa di disagio per il paziente ed i suoi familiari, ma rappresenta anche una delle condizioni di maggior pericolo per la sicurezza personale.

La possibilità di prescrivere un GPS consente di assicurare libertà di movimento, in sicurezza, per le persone con demenza, garantendo, nel contempo, una loro autonomia senza incappare nel rischio di “perdersi”.

Per l’Azienda USL si tratta di un ulteriore passo avanti nel percorso per migliorare l’appropriatezza prescrittiva nei confronti dei cittadini con demenza: grazie all’evoluzione delle normative, infatti, oggi è possibile prescrivere ai pazienti che rientrano in precisi criteri clinici, dispositivi classificati come “allarmi di sicurezza personale”, tra cui rientrano sia quelli per il telesoccorso sia i dispositivi per la sicurezza passiva.

Il percorso sperimentale relativo alla loro introduzione, a Modena, è iniziato alcuni anni fa: grazie alla donazione di alcuni dispositivi indossabili da parte dell’Associazione G. P. Vecchi di Modena, è stato costruito un “piano di intervento coordinato per la ricerca e il soccorso delle persone affette da patologie neurodegenerative” che ha visto la collaborazione di diversi enti locali e che ha fatto da apripista per la costruzione di una procedura aziendale per il loro utilizzo. Tale procedura definisce criteri, modalità e responsabilità per l’erogazione e la prescrizione appropriata di questa tipologia di ausili e, accanto alla Unità operativa complessa di Geriatria Territoriale, ha visto il contributo congiunto di diverse articolazioni, dalla Privacy all’Ingegneria clinica, dall’Assistenza protesica alla Qualità.

Grazie a questo impegno organizzativo ed ai buoni esiti del percorso sperimentale, con l’arrivo, nel 2025, di regole nazionali e regionali che hanno reso “certificabili” e “prescrivibili” questi dispositivi, è possibile per l’Azienda utilizzarli sin da subito.

I nuovi dispositivi GPS, caratterizzati da funzionalità di localizzazione in tempo reale attraverso una app facilmente installabile anche sul cellulare e dalla possibilità di gestione degli allarmi, sono messi a disposizione della Geriatria Territoriale che, attraverso una valutazione clinica specifica, individuerà i pazienti eleggibili e formerà i familiari sul loro corretto utilizzo. La loro introduzione contribuirà a migliorare la prevenzione degli episodi di allontanamento e a favorire interventi tempestivi in caso di emergenza.

“L’iniziativa si colloca all’interno dei progetti aziendali finalizzati al miglioramento della qualità dell’assistenza alle persone con demenza – sottolinea Teodosio Pafundi, Direttore della UOC di Geriatria territoriale – e si integra con le collaborazioni territoriali già avviate con enti, associazioni e comunità locali impegnate nel sostegno alle fragilità cognitive, in primis con le Dementia Friendly Communities. Si tratta di un risultato importante, frutto di un lavoro multidisciplinare orientato al miglioramento della sicurezza e della qualità del percorso assistenziale. Garantire strumenti appropriati e linee chiare di utilizzo significa offrire maggiore protezione alle persone con demenza e rendere più serene le famiglie che se ne prendono cura”.