Home Ambiente La Cassazione conferma il sequestro del cantiere per l’allevamento di tacchini

La Cassazione conferma il sequestro del cantiere per l’allevamento di tacchini

Il caso era emerso nella primavera del 2024 a seguito dell’autorizzazione concessa all’impianto per l’allevamento di 39.900 tacchini per ciclo (pari a circa 80mila capi annui) nelle campagne tra Reggiolo, Fabbrico e Rolo.

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Resta sotto sequestro il cantiere per la realizzazione di un impianto per l’allevamento di tacchini in via Bonifica a Fabbrico. Lo ha deciso la Corte di Cassazione ritenendo inammissibile i ricorsi presentati dalla società agricola Gobbi Frattini di Desenzano del Garda contro il provvedimento del gip emesso su richiesta della procura dopo le indagini dei carabinieri forestali. Il sequestro era avvenuto nel settembre dello scorso anno e da allora i lavori sono sospesi. A novembre il Riesame aveva respinto un primo ricorso dell’azienda agricola.

Il caso era emerso nella primavera del 2024 a seguito dell’autorizzazione concessa all’impianto per l’allevamento di 39.900 tacchini per ciclo (pari a circa 80mila capi annui) nelle campagne tra Reggiolo, Fabbrico e Rolo. La notizia aveva generato apprensione tra i cittadini che si erano mobilitati con una raccolta di firme tanto che l’amministrazione comunale aveva convocato un incontro pubblico per illustrare i dettagli del progetto. La svolta si è registrata il 17 settembre 2025 quando è scattato il sequestro preventivo e i carabinieri forestali si erano presentati presso la sede comunale a Fabbrico per l’acquisizione della documentazione tecnica. Sotto la lente degli investigatori sono finiti i documenti edilizi della demolizione della cascina agricola vincolata che sorgeva in via Bonifica perché pur essendo dismessa da tempo era sottoposta a vincolo storico, culturale, monumentale.  I giudici contestano anche irregolarità nella concessione dell’autorizzazione a costruire.

Il risvolto giudiziario ha innescato una vivace dialettica politica all’interno del Consiglio Comunale. Il 5 febbraio 2026, la Giunta ha approvato la delibera per la concessione del patrocinio legale a due dipendenti dell’ente coinvolti nelle indagini stanziando  61mila euro per le spese di difesa. Durante la seduta, la maggioranza ha difeso l’atto ritenendolo un doveroso segno di tutela istituzionale a salvaguardia di dipendenti che avrebbero operato nell’esercizio delle proprie funzioni e secondo prassi consolidate, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Di parere opposto l’intera minoranza, che ha espresso voto contrario compatto sulla variazione finanziaria. Dai banchi dell’opposizione è stata contestata l’opportunità dello stanziamento, sottolineando come si trattasse di una facoltà e non di un obbligo per l’ente, e sollevando forti riserve.

S.G.

Per saperne di più leggi anche https://temponews.it/2024/06/07/no-allallevamento-intensivo-di-tacchini-vogliamo-risposte/