“Il progetto del polo universitario di Carpi sarà completato per rispondere alle sfide economiche e demografiche del territorio”. A tracciare la rotta è il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi Mario Ascari, che ha delineato i prossimi passi per il completamento dell’offerta accademica locale: oltre al corso di laurea magistrale attivo in Ingegneria Industriale Sostenibile “siamo al lavoro per introdurre un percorso di studi triennale, legato all’ingegneria o focalizzato sull’economia. L’Università di Carpi sta vivendo un momento difficile per il calo degli iscritti e per il calo demografico in generale ma non possiamo non avere la triennale”. È il tassello mancante per fare dell’Università di Carpi il motore del sostegno al tessuto produttivo. La spinta verso l’ampliamento della formazione universitaria nasce da una fotografia preoccupante del tessuto produttivo locale: il territorio soffre di un forte stress economico e, soprattutto, di un invecchiamento della classe imprenditoriale che ha un’età media di 55 anni. “Per accorciare le distanze con le nuove generazioni – aggiunge Ascari – la Fondazione CR Carpi intende muoversi anche sul piano istituzionale inserendo figure giovani all’interno del Consiglio di Indirizzo dell’ente affinché possano fare da ponte, spiegando ai coetanei cosa fa la Fondazione e cosa può fare per loro”.
La strategia per il futuro, condensata nelle parole chiave università, giovani e sostegno al tessuto produttivo, è stata delineata dal Presidente Ascari in occasione del bilancio a conclusione del mandato di quattro anni e “se ho accettato il prolungamento di due anni consentito dall’addendum è proprio per completare il progetto dell’Università”.
L’attività del Consiglio di Amministrazione per far fruttare al meglio l’ingente patrimonio dell’Ente al fine di assicurare un gettito adeguato alle necessità di intervento a favore del territorio mostra un consolidamento e una crescita al termine dei quattro anni di mandato. In sintesi, il patrimonio ha superato i 308 milioni di euro (erano 287 nel 2021), l’avanzo di gestione ha superato i 16 milioni di euro nel 2025 (13 nel 2024, 6,2 nel 2023 e 5,2 nel 2022), sono stati accantonati nei fondi di riserva 9,4 milioni grazie a cui il tesoretto destinato a garantire la continuità delle erogazioni sul territorio supera oggi la quota di 19,5 milioni.
Tra il 2022 e il 2025 sono stati sostenuti 424 progetti, pari a 15,4 milioni di euro. Iniziative che saranno oggetto di un successivo approfondimento di Tempo e che hanno raggiunto numerosi ambiti contribuendo a sostenere la cultura, rafforzare i servizi alla persona, promuovere inclusione sociale e valorizzare il patrimonio di competenze e relazioni del territorio.
Nel quadriennio 2022-2026, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ha anche completato un profondo percorso di riorganizzazione operativa per consolidare la trasparenza e l’efficienza gestionale e rispondere con tempestività ai propri compiti istituzionali sul territorio. Il piano di rinnovamento tecnologico ha richiesto un anno e mezzo di lavoro, portando l’Ente alla completa digitalizzazione dei processi.
Nelle stanze dove si decidono le sorti del welfare, della cultura e dell’innovazione locale, i numeri del bilancio raccontano solo una parte della storia. Dietro ai milioni di euro investiti ogni anno a Carpi, Novi e Soliera, c’è un motore invisibile ma potentissimo: il capitale umano e la rete di relazioni positive costruita attorno alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. “Lavorare in un clima di fiducia reciproca permette di superare le burocrazie e di convergere rapidamente verso obiettivi comuni” ha detto il Presidente Mario Ascari ringraziando lo staff che lavora in Fondazione CR Carpi. E, cosa inedita, il Presidente ha detto grazie a ogni singolo membro del Consiglio d’Amministrazione rivelandone le peculiarità: Enrico Campedelli è stato “un vicepresidente straordinario che ha messo la sua esperienza al servizio della Fondazione”; Andrea Ballestrazzi “il filosofo che con le sue riflessioni ci ha consentito di crescere umanamente”; l’energica Roberta della Sala è stata “il nostro agente all’Avana” impegnata sul fronte del volontariato; Giacomo Cabri “il professore, che ha seguito con rigore i progetti legati a scuola, giovani e università”; di Anna Navi ha rimarcato la determinazione, la tenacia e la moralità; Tamara Gualandi “per il difficilissimo compito di tenere i rapporti con il tessuto produttivo”.
Sara Gelli