Si era prefissato una “missione suicida” guidata dall’odio razziale e religioso, ma l’intervento coordinato delle forze dell’ordine ha scongiurato il peggio. Questa mattina, 10 giugno, è stato definitivo il rimpatrio di un cittadino pakistano di 32 anni, irregolare sul territorio nazionale, imbarcato su un volo diretto a Karachi dopo la convalida del provvedimento di espulsione immediata.
L’allarme è scattato lo scorso 26 maggio, quando l’uomo ha iniziato a inviare una serie di messaggi di posta elettronica all’indirizzo dell’Accademia Militare di Modena. All’interno delle mail emergevano espliciti e inquietanti propositi omicidi. “Una missione suicida per uccidere qualche nero o arabo in un posto specifico, nella chiesa”, scriveva il trentaduenne, aggiungendo in un altro testo richieste pressanti per ottenere armi da fuoco.
Le indagini, condotte con la massima urgenza dalla Procura della Repubblica di Modena, hanno permesso di risalire rapidamente all’identità del mittente. L’uomo, già in cura presso un Centro di Salute Mentale della provincia, è risultato essere un soggetto con diversi precedenti penali e di polizia, anche per reati contro la persona. Nei suoi confronti l’autorità giudiziaria ha proceduto per il reato di minaccia grave, pesantemente aggravata dalle finalità di odio razziale e religioso.
Parallelamente all’azione penale, è scattato il blitz dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Modena e della Compagnia di Carpi. I militari hanno eseguito perquisizioni personali, domiciliari e informatiche, che hanno portato al sequestro di un telefono cellulare, ora al vaglio degli inquirenti per gli accertamenti tecnici.
Mentre l’indagine faceva il suo corso, la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Modena hanno accelerato le procedure amministrative per l’allontanamento dal Paese. Il decreto di accompagnamento immediato alla frontiera, emesso a ridosso dei controlli, è stato convalidato ed eseguito nelle prime ore di questa mattina, ponendo fine alla scia di minacce.