Home Arte, Storia, Cultura, spettacolo e musica Sisma, via libera al maxi-restauro di San Francesco: cantiere entro l’anno

Sisma, via libera al maxi-restauro di San Francesco: cantiere entro l’anno

In occasione della Sagra parrocchiale sono stati svelati la road map e i dettagli tecnici degli interventi di restauro post-sisma sulla chiesa di San Francesco e di quelli manutentivi dei locali parrocchiali. Domenico Alberti di Brescia è il benefattore che ha contribuito con la sua donazione a finanziare l’intervento, legando indissolubilmente questo gesto al ricordo dell'amata moglie, Anna Valenti.

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da sx Mauro Pifferi, Domenico Alberti, Sandra Losi e Elisabetta Vidoni Guidoni. Dietro don Celestin Mbuama Ngalamulum e Isabella Colarusso

Un progetto “sartoriale”, controllato voce per voce per evitare varianti in corso d’opera e restituire finalmente alla comunità un simbolo di memoria storica le cui origini risalgono al XIII secolo. In occasione della Sagra parrocchiale della Madonna della Rosa, sabato 6 giugno l’Ufficio Patrimonio Edilizio della Diocesi ha svelato la road map e i dettagli tecnici degli interventi di restauro post-sisma sulla chiesa di San Francesco e di quelli manutentivi dei locali parrocchiali. All’incontro sono intervenuti gli architetti Sandra Losi (direttore dell’Ufficio Patrimonio Immobiliare della Diocesi), Isabella Colarusso (Responsabile Unico del Progetto – RUP, alla guida dell’opera dal 2024), Elisabetta Vidoni Guidoni (incaricata a supporto del RUP) e Mauro Pifferi (capogruppo progettista dell’opera).

San Francesco, i fondi e i tempi

L’iter burocratico ha finalmente tagliato il traguardo più importante. Dopo l’approvazione del progetto preliminare nel 2020 e la presentazione di quello esecutivo a febbraio 2024, la struttura commissariale della Regione Emilia-Romagna, a seguito di un’approfondita fase istruttoria, ad aprile 2026 ha dato il via libera definitivo con tutti i pareri favorevoli e l’approvazione della congruità di spesa. L’opera è finanziata al 100% dalla Regione con fondi pubblici per un totale di 2,9 milioni di euro.

Le prossime tappe

Il primo passo concreto è fissato per il mese di luglio 2026, quando verrà pubblicato il bando per la gara d’appalto a invito. Le ditte interessate avranno tempo fino a metà settembre per presentare le proprie offerte; una finestra temporale studiata per permettere alle imprese di calibrare al meglio la valutazione tecnico-economica più vantaggiosa. Nelle intenzioni della Diocesi c’è una data dal forte valore simbolico: il 4 ottobre 2026, giorno della Festa di San Francesco. In quell’occasione l’obiettivo è fare il regalo più bello alla comunità, con un aggiornamento rispetto alla gara d’appalto e una previsione di inizio dei lavori. Serviranno almeno tre anni di lavori prima di poter vedere il recupero ultimato e assistere alla tanto attesa riapertura della chiesa.

La diagnostica: i gravi danni causati dal sisma

L’analisi storica e la diagnostica sulla struttura hanno rivelato la drammatica reazione dell’edificio alle scosse. Sotto l’effetto del terremoto, la chiesa ha cercato letteralmente di “aprirsi”: la lanterna ha rischiato di cadere e si sono formate profonde lesioni nelle cappelle. Il danno più grave ha riguardato la struttura lignea della copertura: una capriata già compromessa è caduta durante il sisma e “ha battuto” contro le due campate di volta sottostanti, causandone il definitivo crollo. Non sono mancate le sorprese messe in luce dalle indagini: se le murature portanti sono risultate ben strutturate, l’interno delle grandi colonne ha svelato mattoni posati alla rinfusa all’interno di un involucro all’apparenza perfetto.

Il progetto: cuciture delle ferite e il ritorno del blu

Il piano di restauro e consolidamento unisce l’alta ingegneria sismica al rispetto della storia attraverso soluzioni mirate. Saranno installate catene nel transetto e una cintura metallica in copertura per bloccare la tendenza delle murature e della facciata a ribaltarsi verso l’esterno. Le crepe passanti saranno trattate con la tecnica del “scuci-cuci” oppure con la tecnica della “cucitura armata” (in presenza di un apparato decorativo) per ridare compattezza strutturale alle pareti. Le volte in laterizio “superstiti” verranno consolidate mentre la volta del presbiterio crollata sarà ricostruita fedelmente “com’era prima” nelle forme mentre per l’aspetto decorativo, tecnici e restauratori hanno individuato un disegno rielaborando la decorazione superstite che sarà colorata di blu come l’esistente, creando un’armonia visiva per distinguere il nuovo dall’antico.

Un cantiere “aperto” nel cuore della città

“Non sarà semplicissimo l’accantieramento in pieno centro storico e in convivenza con le attività parrocchiali” ammettono i tecnici, confermando che la logistica dovrà tenere conto del contesto urbano e della vita quotidiana della comunità. La Diocesi punta sulla totale trasparenza e sul coinvolgimento dei cittadini durante la fase di cantiere. L’architetto Sandra Losi ha infatti rassicurato i parrocchiani annunciando visite guidate periodiche per verificare lo stato di avanzamento dei lavori nell’ambito dell’iniziativa “Cantieri Aperti“.

Canonica di San Francesco: il recupero dei locali pastorali e degli spazi di aggregazione

Il piano di intervento non si limita alla chiesa, ma abbraccia l’intero complesso dei Locali di Ministero Pastorale che si affacciano sulla corte interna, con l’obiettivo di restituire alla parrocchia i suoi storici spazi di aggregazione ma più funzionali. Le opere, per un ammontare complessivo di 380mila euro di risorse derivanti in gran parte dall’8xmille, prevedono la manutenzione della copertura, il rifacimento di uno spazio destinato alle attività e la ristrutturazione dei servizi igienici, garantendo la piena accessibilità a tutte le utenze. Per favorire la massima flessibilità degli spazi, verrà demolita una parete fissa per sostituirla con una parete mobile. Il progetto include anche la revisione degli impianti termici e il rinnovo degli infissi.

La generosa donazione in memoria di Anna Valenti

Domenico Alberti di Brescia è il benefattore che ha contribuito con la sua donazione a finanziare l’intervento, legando indissolubilmente questo gesto al ricordo dell’amata moglie, Anna Valenti. È nella chiesa di San Francesco che è stato celebrato il loro matrimonio Anna era la figlia di Vincenzo Valenti, fondatore delle storiche Autolinee Valenti di Corso Alberto Pio a Carpi. L’azienda di trasporti ha rappresentato una pietra miliare della mobilità locale fin dalle prime decadi del Novecento. Anna aveva frequentato la parrocchia di San Francesco ed era una delle Giovanissime di Azione Cattolica. “Ha sempre ricordato quel periodo come una parte molto significativa della sua vita e nonostante la malattia anche l’ultima volta che siamo tornati a Carpi ha avuto un bagliore negli occhi quando ha visto la chiesa. Lei ha avuto tanto dall’esperienza che ha vissuto in parrocchia. Anna mi è stata donata e avrebbe condiviso con me la scelta di sostenere la tutela della memoria storica di San Francesco”.

Sara Gelli