Un progetto “sartoriale”, controllato voce per voce per evitare varianti in corso d’opera e restituire finalmente alla comunità un simbolo di memoria storica le cui origini risalgono al XIII secolo. In occasione della Sagra parrocchiale della Madonna della Rosa, sabato 6 giugno l’Ufficio
San Francesco, i fondi e i tempi
L’iter burocratico ha finalmente tagliato il traguardo più importante. Dopo l’approvazione del progetto preliminare nel 2020 e la presentazione di quello esecutivo a febbraio 2024, la struttura commissariale della Regione Emilia-Romagna, a seguito di un’approfondita fase istruttoria, ad aprile 2026 ha dato il via libera definitivo con tutti i pareri favorevoli e l’approvazione della congruità di spesa. L’opera è finanziata al 100% dalla Regione con fondi pubblici per un totale di 2,9 milioni di euro.
Le prossime tappe
La diagnostica: i gravi danni causati dal sisma
L’analisi storica e la diagnostica sulla struttura hanno rivelato la drammatica reazione dell’edificio alle scosse. Sotto l’effetto del terremoto, la chiesa ha cercato letteralmente di “aprirsi”: la lanterna ha rischiato di cadere e si sono formate profonde lesioni nelle cappelle. Il danno più grave ha riguardato la struttura lignea della copertura: una capriata già compromessa è caduta durante il sisma e “ha battuto” contro le due campate di volta sottostanti, causandone il definitivo crollo. Non sono mancate le sorprese messe in luce dalle indagini: se le murature portanti sono risultate ben strutturate, l’interno delle grandi colonne ha svelato mattoni posati alla rinfusa all’interno di un involucro all’apparenza perfetto.
Il progetto: cuciture delle ferite e il ritorno del blu
Il piano di restauro e consolidamento unisce l’alta ingegneria sismica al rispetto della storia attraverso soluzioni mirate. Saranno installate catene nel transetto e una cintura metallica in copertura per bloccare la tendenza delle murature e della facciata a ribaltarsi verso l’esterno. Le crepe passanti saranno trattate con la tecnica del “scuci-cuci” oppure con la tecnica della “cucitura armata” (in presenza di un apparato decorativo) per ridare compattezza strutturale alle pareti. Le volte in laterizio “superstiti” verranno consolidate mentre la volta del presbiterio crollata sarà ricostruita fedelmente “com’era prima” nelle forme mentre per l’aspetto decorativo, tecnici e restauratori hanno individuato un disegno rielaborando la decorazione superstite che sarà colorata di blu come l’esistente, creando un’armonia visiva per distinguere il nuovo dall’antico.
Un cantiere “aperto” nel cuore della città
“Non sarà semplicissimo l’accantieramento in pieno centro storico e in convivenza con le attività parrocchiali” ammettono i tecnici, confermando che la logistica dovrà tenere conto del contesto urbano e della vita quotidiana della comunità. La Diocesi punta sulla totale trasparenza e sul coinvolgimento dei cittadini durante la fase di cantiere. L’architetto Sandra Losi ha infatti rassicurato i parrocchiani annunciando visite guidate periodiche per verificare lo stato di avanzamento dei lavori nell’ambito dell’iniziativa “Cantieri Aperti“.
Canonica di San Francesco: il recupero dei locali pastorali e degli spazi di aggregazione
Il piano di intervento non si limita alla chiesa, ma abbraccia l’intero complesso dei Locali di Ministero Pastorale che si affacciano sulla corte interna, con l’obiettivo di restituire alla parrocchia i suoi storici spazi di aggregazione ma più funzionali. Le opere, per un ammontare complessivo di 380mila euro di risorse derivanti in gran parte dall’8xmille, prevedono la manutenzione della copertura, il rifacimento di uno spazio destinato alle attività e la ristrutturazione dei servizi igienici, garantendo la piena accessibilità a tutte le utenze. Per favorire la massima flessibilità degli spazi, verrà demolita una parete fissa per sostituirla con una parete mobile. Il progetto include anche la revisione degli impianti termici e il rinnovo degli infissi.
La generosa donazione in memoria di Anna Valenti
Sara Gelli