La Flc Cgil di Modena ha confermato l’adesione allo sciopero nazionale del comparto scuola previsto per l’intera giornata di giovedì 7 maggio. Anche a Carpi la mobilitazione interesserà docenti, personale ATA e dirigenti degli istituti tecnici, con iniziative di sensibilizzazione davanti alle scuole. Il sindacato motiva l’astensione dal lavoro come risposta alla riforma degli istituti tecnici, ritenuta “un’ipoteca sul futuro di migliaia di studenti e studentesse e del personale scolastico”. Secondo la Flc Cgil, il provvedimento comporterebbe una significativa riduzione delle discipline di formazione culturale generale, in particolare della lingua italiana, considerata competenza fondamentale sia per l’integrazione sia per l’ingresso consapevole nel mondo del lavoro. Particolarmente contestata anche la riduzione delle ore dedicate alle discipline STEM, che passerebbero da 528 a 297, con una contrazione di 231 ore e la trasformazione del percorso in una più generica area di “scienze sperimentali”. Una modifica che, secondo il sindacato, si inserisce in un quadro di forte incertezza organizzativa per le scuole, già alle prese con difficoltà nel definire i nuovi quadri orari a causa della mancata revisione delle classi di concorso.
A preoccupare è anche la tempistica della riforma: il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso valutazioni fortemente critiche sullo schema di decreto, evidenziando il ritardo con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta procedendo, a iscrizioni già chiuse e a pochi mesi dall’avvio del nuovo anno scolastico. Secondo il CSPI, questo rischia di lasciare famiglie e studenti senza informazioni chiare sul percorso formativo scelto. Per questo motivo, la Flc Cgil Modena, insieme alla Rete degli Studenti Medi, ha organizzato una serie di iniziative informative nella giornata dello sciopero: alle 7.30 presidi davanti agli istituti tecnici di Modena e Carpi; alle 13 davanti agli istituti comprensivi della provincia e dalle 15 alle 17 incontro alla Camera del Lavoro di Modena. Al termine delle iniziative sarà inviato un documento al prefetto di Modena con le criticità rilevate sul territorio, affinché venga trasmesso al Ministero e al Governo. L’obiettivo è chiedere una revisione o quantomeno una proroga della riforma, ritenuta impattante sull’intero sistema degli istituti tecnici e sulla qualità dell’offerta formativa.