Non è solo un documentario, ma un atto d’accusa contro l’indifferenza globale. Si intitola “Diritto al Futuro” l’ultima opera firmata dal giornalista e storico volto del TG1 Piero Badaloni, realizzata insieme al carpigiano Andrea Ballestrazzi e a Fausta Slanzi. Il film, prodotto dall’organizzazione di volontariato Ho Avuto Sete, sta attraversando l’Italia per accendere i riflettori su una realtà scomoda: la sistematica violazione dei diritti dei minori in un mondo segnato da muri e conflitti. Segue il primo docufilm prodotto da Ho Avuto Sete nel 2022 dal titolo “La Grande Sete” incentrato sulla crisi idrica globale.
A trentasette anni dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, Badaloni ci conduce in un viaggio geografico e umano che parte dal confine tra Messico e Stati Uniti, dove i bambini diventano pedine di politiche migratorie spietate, per poi toccare le ferite aperte dell’Afghanistan, dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa. Il cuore pulsante dell’opera è l’ultimo capitolo, dedicato alla Striscia di Gaza. Qui, il “diritto al futuro” viene soffocato dalle macerie di una guerra che non risparmia i più piccoli, trasformando il documentario in una testimonianza storica necessaria e urgente.
“E’ un’utopia o un sogno realizzabile?” mantenere la promessa di protezione fatta ai bambini nel 1989 si chiede in chiusura il docufilm che “è un racconto della nostra indifferenza” hanno spiegato gli autori durante la presentazione a Carpi, presso il cinema Corso, lunedì 4 maggio.
Oltre alle immagini di cronaca, il docufilm si arricchisce di riflessioni autorevoli, tra cui spiccano l’intervento del Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, che sottolinea la responsabilità collettiva nel proteggere le generazioni di domani e il contributo dell’avvocato e già Sindaco di Modena Giorgio Pighi.
“E’ responsabilità delle associazioni di volontariato mostrare quello che fanno ma anche far vedere quello che vedono” ha detto Andrea Ballestrazzi rimarcando l’urgenza di essere coscienza civile: mani per agire, occhi per testimoniare. “Il docufilm è una risposta concreta perché non si può rimanere indifferenti alla morte di mille bambini al giorno nel mondo” ha detto Mario Arturo Ascari, Presidente della Fondazione CR Carpi. Sono intervenuti anche l’Assessore del Comune di Carpi Giuliano Albarani, il vicario generale della Diocesi di Carpi mons. Ermenegildo Manicardi, il Presidente Ordine degli Avvocati di Modena Roberto Mariani e Giulia Pellizzari, Presidente della Fondazione Casa del Volontariato di Carpi.
La forza di “Diritto al Futuro” risiede anche nella sua finalità pratica. Le proiezioni non sono semplici eventi cinematografici, ma occasione di condivisione e motori di solidarietà. I fondi raccolti grazie alle donazioni del pubblico, invitato a devolvere anche il 5×1000, sono destinati ai progetti umanitari di Ho Avuto Sete. In questo caso la realizzazione del progetto n.62: un impianto idrico e un orto comunitario nel villaggio di Zaka, in Burkina Faso, per garantire cibo e acqua pulita a chi ne ha più bisogno.
In un’epoca di immagini veloci e superficiali, di polarizzazione informativa, di ‘bolla comunicativa’ che isola in un flusso di informazioni parziali rafforzando solo ciò che già crediamo, il lavoro di Badaloni, Ballestrazzi e Slanzi si impone per la sua capacità di fermare lo sguardo, obbligando lo spettatore a chiedersi quale mondo stiamo consegnando a chi, oggi, non ha ancora voce.
Sara Gelli