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Vampate, stanchezza e sbalzi d’umore? Potrebbe essere perimenopausa

Poco raccontata, in una società che inneggia all’eterna giovinezza, la perimenopausa rappresenta una tappa naturale nella vita di ogni donna. Riconoscerne i segnali aiuta a vivere tale periodo di transizione e cambiamento con maggiore consapevolezza, riducendo ansia e incertezze. A fare chiarezza su questo delicato passaggio fisiologico è la dottoressa Maria Cristina Iannacci, specialista in Ginecologia e Ostetricia.

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la dottoressa Maria Cristina Iannacci

Ciclo mestruale irregolare, vampate di calore, disturbi del sonno, sbalzi d’umore, affaticamento… sono solo alcuni dei sintomi che accompagnano la perimenopausa. Poco raccontata, in una società che inneggia all’eterna giovinezza,  rappresenta una tappa naturale nella vita di ogni donna. Riconoscerne i segnali aiuta a vivere tale periodo di transizione e cambiamento con maggiore consapevolezza, riducendo ansia e incertezze. Per fare chiarezza su questo delicato passaggio fisiologico che, è bene precisarlo, non è una malattia ma può comunque comportare una serie di sintomi che, in alcuni casi, possono incidere sulla qualità della vita, è la dottoressa Maria Cristina Iannacci, specialista in Ginecologia e Ostetricia.

Dottoressa, come definirebbe la perimenopausa e in cosa si differenzia dalla menopausa?

“Col temine menopausa si intende l’età in cui è comparso l’ultimo flusso mestruale. La definizione è a posteriori, cioè dopo un anno di mancanza di mestruazioni. Il lasso di tempo (2-5 anni) che precede e segue la menopausa è chiamato perimenopausa. Comunemente si definisce premenopausa quel periodo di disturbi che precedono il blocco delle mestruazioni, coincidente con l’esaurimento della funzione ovarica”.

A che età inizia di solito e quanto dura mediamente?

“L’inizio della premenopausa, come l’età della menopausa stessa è molto variabile. Un tempo si parlava di 45-55 anni come periodo fisiologico per la menopausa, con mediana a 51 anni, ora si accettano età di 41-59 anni ma io indago sulla situazione generale della donna che non mestrua più prima dei 45 anni o che a 55 anni presenta ancora flussi mestruali, magari abbondanti e ravvicinati”.

Perché questa fase è ancora così poco discussa?

“Non mi sembra sia poco discussa… semmai andrebbero incentivati i controlli in questo periodo della vita, in particolare con l’ecografia transvaginale”

Quali sono i primi segnali della premenopausa?

“I primi segni sono estremamente variabili e quasi sempre espressione di predominanza estrogenica, cioè con il tentennamento della produzione ormonale da parte dell’ovaio, quello che manca è il progesterone mentre gli estrogeni vanno a gonfie vele… ecco quindi che manca l’effetto “tranquillizzante” del progesterone e avremo gonfiore, soprattutto del seno, flussi abbondanti e ravvicinati, primi disturbi del sonno. Solo in un fase più tardiva avremo un calo anche degli estrogeni e compariranno i sintomi tipici, vampate, tono dell’umore fluttuante, dolori articolari, secchezza delle mucose…”.

Oltre alle vampate, quali sintomi meno noti dovrebbero conoscere le donne?

“La vampata di calore, che parte dal collo e si irradia al viso, alla testa poi al torace, accompagnata da palpitazioni e nelle forme più gravi da sudorazione più o meno intensa, è sicuramente il sintomo più disturbante e indice di sofferenza delle strutture cerebrali, cardiovascolari, dell’organismo in toto. Non va sottovalutato e va trattato sia per rispetto della pessima qualità di vita che causa alla paziente, sia per preservare danni alle strutture sopraelencate. Fortunatamente non tutte le donne ne soffrono e a livelli così devastanti.  Anche un affaticamento della mente, difficoltà di concentrazione, tono dell’umore altalenante, improvvisa tristezza nei confronti di cose quotidiane che, senza nessun motivo, appaiono come coperte da un velo nero, di negatività totalmente ingiustificata. Vale la pena ascoltare anche questi sintomi”.

Quali segnali dovrebbero spingere a consultare un medico?

“Anche un aumento improvviso della pressione arteriosa o dolori articolari mai provati possono far pensare a una carenza ormonale menopausale. Il disagio, il cambiamento non giustificato, il non ritrovarsi più possono essere input per un controllo”.

In che modo la perimenopausa può influenzare sonno, umore, lavoro e relazioni?

“Lo squilibrio ormonale, a volte repentino, disorienta molte funzioni soprattutto cerebrali. Il cervello, come tante altre strutture (oserei dire tutto il corpo) si nutre di estrogeni, di progesterone e di testosterone.  L’endocrinosenescenza, termine tecnico della carenza ormonale dovuta all’età, rallenta le funzioni e il soggetto avverte un disagio nelle relazioni, in ambito sociale, lavorativo, familiare e di coppia. Per non parlare degli effetti su energia, memoria e concentrazione”.

E dal punto di vista sessuale?

“Cambia il significato della sessualità in questa fase della vita, cambia anche la spinta a ricercare un comportamento attivo e cambiano le energie. Anche fisicamente la carenza ormonale agisce limitando la fruizione di questa amena attività. Ma si tratta di cambiamenti trattabili con estrema soddisfazione con terapie locali, davvero alla portata di tutti”.

Quali sono oggi le opzioni terapeutiche disponibili? Esistono alternative non ormonali efficaci per i sintomi?

“Attualmente ci sono tantissime opzioni terapeutiche. Per le forme più leggere alternative fitoterapiche o con integratori testati posso avere un senso, ma la terapia migliore rimane una formulazione ormonale, assolutamente personalizzabile con le tre radici ormonali in carenza, Estrogeni, Progesterone e Testosterone, sotto forma di formulazioni farmaceutiche, a volte mutuabili, il più delle volte con ormoni naturali-bioidentici, fino a prodotti galenici cuciti ad hoc sulle esigenze delle pazienti”.

Quali abitudini aiutano ad affrontare meglio questa fase (alimentazione, attività fisica, sonno)?

“Una cosa fondamentale, in questa fase della vita ma non solo, forse la più importante di tutte, è l’attenzione agli stili di vita intesa come cura del sonno, dieta antinfiammatoria, attività fisica costante e armonica ma anche potenziante il respiro e il controllo degli ormoni dello stress (cortisolo e adrenalina)”.

Che messaggio darebbe a chi sta entrando in questa fase della vita?

“Il messaggio che mi sento di dare è quello di non rassegnarsi a vivere il disagio del momento. Non è accettabile che non si possa fare nulla per rendere piacevole e sereno questo momento di passaggio verso un nuovo e diverso assestamento ormonale. Non c’è nulla di impossibile da trattare”.

La perimenopausa non segna una fine bensì una fase di passaggio, con le informazioni corrette e il giusto sostegno, può diventare un tempo di consapevolezza ed equilibrio.

Jessica Bianchi