Desideri Infiniti, visioni altère è il tema dell’edizione 2026 del Festival Internazionale delle Abilità Differenti, organizzato dalla Cooperativa Sociale Nazareno di Carpi. Un manifesto educativo e poetico che oltre a rendere omaggio all’opera di Giacomo Leopardi lancia una sfida alla percezione comune della fragilità. Il Festival si svolgerà dal 3 maggio al 9 giugno con un ricco programma di mostre, convegni, spettacoli di danza, opere teatrali, concerti e poi laboratori d’artigianato, arte e cucina; gli eventi saranno a Carpi, Correggio, Concordia, Formigine e Bologna toccando tre province dell’Emilia-Romagna, con una piccola puntata a Torino.
Il Festival non si limita a mettere in scena il talento ma rivendica la centralità della disabilità che parla in prima persona, non più oggetto di narrazione esterna ma un soggetto che crea, interpreta e interroga il mondo con uno sguardo “altèro” cioè alto, fiero, capace di guardare oltre la siepe del limite fisico o psichico.
In un’epoca che tende a normalizzare o a colpevolizzare la differenza, il Festival fa tesoro dell’esperienza dei tanti ospiti che anno dopo anno hanno regalato arte e bellezza trasformando il bisogno in visione, affermando la propria dignità artistica e umana, con opere che non sono forme di “terapia” ma appartengono alla Storia dell’Arte e nel corso degli anni sono state esposte in musei o in diverse gallerie d’arte moderna.
“Il tema del Festival – ha spiegato Sergio Zini, presidente delle Cooperative Nazareno – ci riguarda tutti perché nella nostra esperienza il desiderio dei nostri ospiti, a partire da Cesare Paltrinieri, da poco scomparso, ci ha spinto a lavorare insieme perché si realizzassero i loro desideri. Ne è nato l’atelier, Manolibera e 13 case che ospitano il progetto di vita di 70 ragazzi”.
Cesare, ha spiegato Bianca Tosatti, critica d’arte, “è stato uno dei primi creatori che ho incontrato qui e in questa edizione del Festival il suo spirito aleggia ovunque. Per noi che ci occupiamo d’arte, la bellezza non è il gesto felice ma l’emergere di un garbuglio, di una domanda. Il lavoro che facciamo in atelier è un lavoro duro, dura una vita, coincide con la fondazione di un progetto come quello di Cesare che ci ha lasciato non un segno ma un solco”.
Per leggere il programma completo leggi qua: https://festivalinternazionaleabilitadifferenti.it/tutti-gli-eventi/