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Arresto cardiaco: a Modena oltre 1.500 defibrillatori e una rete di cittadini pronti a intervenire

Dei 1554 DAE censiti, le imprese private rappresentano la quota maggiore (circa 29%). Seguono impianti sportivi (18%) e luoghi pubblici (15%), istituti scolastici, centri pubblici e forze dell’ordine. Si crea così, grazie alla diffusione sempre più capillare dei dispositivi e a una maggior disponibilità delle persone, una vera e propria “Rete del Cuore” provinciale, per rendere le nostre città e paesi sempre più cardioprotetti.

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La provincia di Modena rafforza il proprio impegno nella protezione del territorio grazie a un progetto strutturato e condiviso di diffusione e utilizzo dei defibrillatori automatici e semiautomatici esterni (DAE) che vede lavorare insieme Azienda USL di Modena, Regione Emilia-Romagna, Comuni, Servizio di Emergenza Territoriale 118, associazioni di volontariato e numerosi altri stakeholder pubblici e privati.

Non solo stanno aumentando in modo esponenziale su tutta la provincia accanto a quelli già presenti – sono oltre 1550 – i DAE controllati da remoto, erogati dall’Azienda USL grazie a un finanziamento regionale per aumentare il livello di sicurezza dei cittadini modenesi. Aumentano anche le iscrizioni alla APP “Dae Responder” della Regione e aumenta il numero di eventi in cui “si mettono in moto” i cosiddetti “first responder”, quei cittadini che di fronte a un arresto cardio-respiratorio possono dare una prima e fondamentale risposta di soccorso: di conseguenza aumenta anche il numero di eventi in cui, effettivamente, proprio loro riescono ad arrivare sul posto mentre arrivano i mezzi di soccorso e possono aiutare gli astanti o nelle manovre rianimatorie o nell’utilizzo del defibrillatore.

“Il progetto – spiega Romana Bacchi, Direttrice sanitaria Ausl – nasce dalla consapevolezza che, in caso di arresto cardiaco improvviso, i primi minuti sono decisivi e che la sopravvivenza può raddoppiare o triplicare quando la rianimazione precoce e la defibrillazione vengono effettuate tempestivamente, anche da cittadini non sanitari. Si crea così, grazie alla diffusione sempre più capillare dei dispositivi e a una maggior disponibilità delle persone, una vera e propria “Rete del Cuore” provinciale, per rendere le nostre città e paesi sempre più cardioprotetti”.

L’Azienda USL di Modena con il SET 118 e il supporto delle Organizzazioni di volontariato del soccorso – Anpas, Croce Rossa, Misericordie e Amici del Cuore – sta procedendo alla mappatura e al monitoraggio dei DAE presenti sul territorio; alla progressiva diffusione dei defibrillatori in luoghi strategici e ad alta frequentazione; alla formazione e informazione della popolazione sulle manovre salvavita e sull’attivazione corretta dei soccorsi, pur nella consapevolezza che un DAE può essere utilizzato da qualsiasi cittadino anche senza alcuna competenza.

Una sinergia che consente di unire competenze, radicamento sul territorio e capacità di coinvolgimento delle comunità. Così il volontariato storicamente impegnato nell’emergenza-urgenza e nella promozione della cultura del primo soccorso contribuisce al controllo del livello di cardioprotezione di tutto il territorio, i Comuni a loro volta svolgono un ruolo chiave nel favorire il coordinamento tra i diversi attori locali, promuovendo protocolli d’intesa, supportando il censimento e la manutenzione dei dispositivi collocati nei luoghi pubblici, e sostenendo iniziative informative rivolte a cittadini, scuole, luoghi di aggregazione e impianti sportivi. Il progetto coinvolge inoltre istituti scolastici, forze dell’ordine, polizie locali, strutture pubbliche e realtà produttive, con l’obiettivo di rendere sempre più capillare la presenza dei defibrillatori e di aumentare il numero di persone formate e pronte a intervenire.

Dei 1554 DAE censiti, le imprese private rappresentano la quota maggiore (circa 29%). Seguono impianti sportivi (18%) e luoghi pubblici (15%), istituti scolastici, centri pubblici e forze dell’ordine.

“La cardioprotezione – sottolinea Luca Gherardi, Team Support del progetto DAE nonché autista soccorritore del Set118 – non è solo frutto di una dotazione tecnologica, ma è un vero e proprio patto di comunità: istituzioni, volontariato e cittadini che scelgono di “metterci le mani e il cuore” per tutelare la salute di tutti. La provincia di Modena si conferma così un territorio che investe nella prevenzione, nella solidarietà e nella sussidiarietà, costruendo giorno dopo giorno un sistema integrato capace di fare la differenza quando ogni secondo conta”.