Home Carpi Chiusura del convegno La cura della voce nelle situazioni di fragilità

Chiusura del convegno La cura della voce nelle situazioni di fragilità

Grande partecipazione al convegno svoltosi sabato 21 marzo presso il Museo Diocesano di Carpi e promosso da Adifa insieme alle associazioni Ushac Arcobaleno, Amo Carpi, Al di Là del Muro, Gruppo Parkinson Carpi, Alice Carpi, APT e Avere Cura.

0
277

Grande partecipazione e forte coinvolgimento emotivo al convegno La cura della voce nelle situazioni di fragilità, svoltosi sabato 21 marzo presso il Museo Diocesano di Carpi e promosso da Adifa insieme alle associazioni Ushac Arcobaleno, Amo Carpi, Al di Là del Muro, Gruppo Parkinson Carpi, Alice Carpi, APT e Avere Cura.

L’iniziativa è stata patrocinata da diverse istituzioni locali rappresentate da Tamara Calzolari, per l’Unione Terre d’Argine, Cristiana Casarini, per la Fondazione Cassa di Risparmio e Fondazione Casa del Volontariato e Federica Zucchi per l’Azienda Usl di Modena, che non hanno mancato di portare i propri saluti e il proprio appoggio all’evento.

Il convegno ha confermato pienamente le aspettative, offrendo ai numerosi partecipanti una riflessione ampia e multidisciplinare sul valore della voce nei percorsi di relazione, cura e inclusione delle persone in condizioni di fragilità.

Gli interventi degli specialisti hanno messo in luce il ruolo della prevenzione e della consapevolezza nella tutela della funzionalità vocale. Il dottor Paolo Gambelli, otorinolaringoiatra, e il dottor Mario Santangelo, neurologo, hanno illustrato il funzionamento dell’apparato vocale e l’importanza di stili di vita corretti, particolarmente decisivi quando sono presenti disabilità o patologie che possono compromettere la comunicazione.

Accanto all’approccio clinico, le relazioni del dottor Giulio Cabri, psichiatra, e della dottoressa Dania Barbieri, psicologa, hanno portato l’attenzione sulle dimensioni emotive e identitarie della voce. Parlare e cantare, è emerso, non rappresentano solo atti espressivi, ma strumenti che permettono alla persona di affermare la propria interiorità, recuperare contatto con sé stessa e costruire relazioni significative, contrastando l’isolamento che spesso accompagna la malattia.

Il convegno si inserisce nel progetto del corso di canto dedicato alle persone con fragilità, realtà ormai consolidata e guidata da oltre tre anni dalla cantante lirica Serena Daolio, anima del percorso. Daolio ha sottolineato come, all’interno dei gruppi, la voce diventi veicolo di benessere psicofisico, occasione di socialità e spazio sicuro in cui esprimersi liberamente. Un progetto che continua a rivelarsi una risorsa preziosa per utenti e famiglie.

L’incontro ha evidenziato quanto la collaborazione tra realtà del territorio e professionisti della salute rappresenti un valore irrinunciabile nei percorsi di cura. In chiusura, Luigi Lamma, presidente della Fondazione per la Vita Progetto ETS, ha ricordato il ruolo sempre più competente dell’associazionismo dei pazienti, capace di contribuire in modo concreto al miglioramento dell’assistenza: “Abbiamo dato una dimostrazione di come l’associazionismo preparato possa contribuire a migliorare l’assistenza e la cura”.