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Tempo di Lambrustorica, tra ciclismo, enogastronomia e scoperta del territorio

Sabato 21 l’apertura del mercatino vintage e della segreteria a Novi di Modena, mentre al pomeriggio ci sarà una breve pedalata fino alla vicina Fossoli per una visita guidata all’ex Campo di Concentramento. La partenza della Lambrustorica è invece fissata a domenica 22 marzo, alle 8.30.

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Tempo di Lambrustorica, la tradizionale pedalata tra canali di bonifica, manufatti idraulici di pregio architettonico, aree umide e argini. L’appuntamento torna domenica 22 marzo, alle 8.30, con partenza da Novi di Modena, e dopo 5 km vi sarà il bivio prescegliere se optare per il percorso breve di 30 km e per quello lungo di 70.

PERCORSO LUNGO

Il lungo prosegue per Cavezzo dove sarà possibile entrare nello storico Velodromo Nino Borsari accolti dal Coro delle Mondine di Novi. I lavori per la costruzione del velodromo di Cavezzo iniziarono sull’onda della vittoria alle olimpiadi di Los Angeles ’32 del concittadino Nino Borsari e terminarono alla fine del 1933. Realizzato inizialmente in terra battuta, misura 376,80m e venne inaugurato il 29 aprile 1934 con Borsari, Cimatti e altri campioni dell’epoca. Memorabile ed epica la riunione del18 luglio 1948 con Fausto e Serse Coppi, Fiorenzo Magni, Bevilacqua, Ortelli. Nel ’49 la pavimentazione in cemento della pista e si susseguono altre leggendarie riunioni: il 30 aprile 1950 Bartali, Leoni, Ortelli, Maggini, Casola, Corrieri; 12 luglio 1953 Coppi, Bevilacqua, Martini, Carrea, Maspes. Il 12 e 13 maggio 1973 Geo Truzzi e Morgan Baccarani realizzano il record della 24 ore in tandem. Dagli Anni 70 il lento e inesorabile declino ed oggi la pista è in disuso soppiantata dal campo da calcio. Da Cavezzo si torna verso l’argine del Secchia, passaggio da Concordia sulla Secchia dove anticamente era fiorente l’economia basata sui mulini natanti, zattere dal fondo piatto ancorate alla riva e che sfruttavano la corrente del fiume per attività molitoria, per poi sconfinare in provincia di Mantova arrivando a Quistello con la consueta sosta ristoro alla Cantina Sociale. Qui a farla da padrone è il lambrusco mantovano dal colore rosso intenso con una spuma rossa persistente e profumo di viola e mora che sarà possibile degustare in abbinamento a prodotti tipici della zona. Si prosegue per Moglia percorrendo un tratto dell’argine del fiume Secchia e costeggiando canali di bonifica facenti parte di quello che è stato denominato Museo Lineare delle Bonifiche. Si arriva così nella provincia di Reggio Emilia a Rolo con l’ultimo ristoro presso la Cantina Sociale dove si può degustare l’onnipresente vino lambrusco nelle tipologie reggiana e modenese accompagnati da polenta con ragù.

PERCORSO CORTO

Per quanto riguarda il percorso corto, dal bivio si va direttamente a Concordia sulla Secchia per poi pedalare un tratto della Ciclovia del Sole – Eurovelo 7 sull’argine del fiume arrivando all’impianto idrovoro Mondine, importante manufatto idraulico del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Dopo una visita all’impianto si prosegue per Moglia e quindi Rolo con la sosta ristoro non prima di aver visitato il Museo della Tarsia, unico nel suo genere in Emilia Romagna. Per entrambi i percorsi, dopo Rolo ancora pochi km separano i ciclisti dall’arrivo a Novi e ad accoglierli il ristoro finale a base di gnocco fritto e affettati e a seguire le premiazioni.

IL PROGRAMMA – Sabato 21 l’apertura del mercatino vintage e della segreteria a Novi, mentre al pomeriggio ci sarà una breve pedalata fino alla vicina Fossoli per una visita guidata all’ex Campo di Concentramento, utilizzato dal ’42 al ’44 per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici, è ora testimone e monumento della stupidità e crudeltà umane. Sabato sera la cena a base di prodotti tipici della zona insieme a Giancarlo Brocci e alle poesie recitate da un poeta e scrittore locale. Ne La Lambrustorica si fondono ciclismo, enogastronomia, storia del territorio, si pedala su strade che hanno visto il ciclismo sin dagli albori, a inizio ‘900 nella vicina Carpi fu fondata la società ciclistica Nicolò Biondo che ha avuto tra i sui iscritti l’olimpionico Nino Borsari, Vasco Bergamaschi, Loretto Petrucci, Ercole Baldini. Nel nome richiama il vino simbolo della zona, il Lambrusco, facendo il verso a una famosa cantina nonantolana artefice di una gloriosa squadra ciclistica, G.S. Giacobazzi che tra gli anni 80 e 90 ha avuto tra le sue fila l’olimpionico Claudio Vandelli e Marco Pantani.