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Poker alle finali Dance Call per la Sparkling Project asd di Carpi

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“L’accesso alle finali ottenuto due settimane fa è stato per tutti noi un grandissimo stimolo a fare ancora di più, ancora meglio e l’impegno di questi ultimi giorni è stato splendidamente premiato” commenta Erika Grassi, direttrice e insegnante della scuola.

Maria Nives: 2° classificata nella categoria solo modern under 9 e accesso alle Nazionali (coreografia “Cappuccetto Rosso”).

Annaclaudia: 3° classificata nella categoria solo modern under 12 e accesso alle Nazionali (coreografia “il diario di Anna Frank”).

Arianna, Fabio, Francesca, Giorgia, Maria Nives e Morgana: 1° posto nella categoria modern under 9 e accesso alle Nazionali (coreografia “L’isola che non c’è”).

Anita, Annaclaudia, Beatrice, Mariagrazia e Matilde: 3° posto nella categoria modern under 12 (coreografia “A piedi nudi sulla sabbia”).

Un vero poker per le giovani danzatrici della scuola di danza e arti performative Sparkling Project asd di Carpi che colleziona ben 7 importanti riconoscimenti e torna a casa travolta da applausi e soddisfazione.

“Abbiamo lavorato con impegno e dedizione per realizzare al meglio le nostre coreografie, ci siamo emozionate e divertite e questi premi sono per noi la ciliegina sulla torta: le medaglie e le targhe che ci siamo portate a casa sono la dimostrazione del bel lavoro che abbiamo fatto fin qui ma anche lo stimolo a continuare a migliorarci, preparandoci alla futura sfida che ci attende per le Nazionali, che da sempre rappresentano il clou di questo percorso” commenta Jessica Pederzoli, insegnante della scuola e coreografa dei pezzi vincitori del concorso. “La soddisfazione più grande quando si raggiungono questi obiettivi è vedere quanta emozione tutto questo genera sia nei danzatori sia in noi sia nelle loro famiglie. Ho sempre creduto nel potere nelle relazioni affinché anche la danza sia per i ragazzi un momento di impegno e lavoro sì, ma anche di crescita personale e benessere sia fisico che psicologico. Eventi come questi ne sono la dimostrazione” conclude Erika Grassi.