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Tagliati i tempi di attesa per Dermatologia, Oculistica e Colonscopie, ancora male Otorino e Urologia

Dare ciò che serve, a chi serve e quando serve. O, per dirla con altre parole, fare dell’appropriatezza prescrittiva, un mantra. Ma è davvero possibile aumentare l’accesso alle prestazioni sanitarie governando in modo più efficace la domanda? I primi cinque mesi della sperimentazione decollata nel modenese e che riguarda dodici specialistiche particolarmente critiche stanno dando risultati positivi. “Razionalizzare per contenere le spese ma qualificando l’offerta, consapevoli che stare meglio non significa fare più visite ma visite migliori” ha più volte ribadito il presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Modena, Massimo Mezzetti.

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Dare ciò che serve, a chi serve e quando serve. O, per dirla con altre parole, fare dell’appropriatezza prescrittiva, un mantra. Ma è davvero possibile aumentare l’accesso alle prestazioni sanitarie governando in modo più efficace la domanda? I primi cinque mesi della sperimentazione decollata nel modenese e che riguarda dodici specialistiche particolarmente critiche (chirurgia vascolare, dermatologia, fisiatria, gastroenterologia, oculistica, otorinolaringoriatria, pneumologia e urologia, colonscopie, gastroscopie, Tac e risonanze magnetiche) stanno dando risultati positivi. Come? Attraverso un’attenta analisi delle prescrizioni da parte di Medici di Medicina Generale e specialisti, l’impegno a ridurre la variabilità nei comportamenti prescrittivi e a rispettare criteri regionali e linee guida e grazie all’utilizzo negli ambulatori dei MMG di strumenti utili ad approfondire la valutazione delle condizioni del paziente come ecografi, elettrocardiografi e videodermatoscopi.

“Abbiamo ridotto la variabilità prescrittiva – dichiara il Direttore Generale dell’Azienda Usl di Modena, Mattia Altini – e stiamo prendendo in carico con maggior velocità le prestazioni veramente urgenti. Con la strumentazione consegnata agli studi di Medicina generale una quota importante di attività a bassa complessità trova una risposta direttamente lì e questo significa che il paziente non dovrà richiedere una visita specialistica. Ciò, di fatto, dà ai cittadini che hanno un sospetto serio di avere garantito un accesso solerte”.

Oggi lo specialista si trova di fronte a richieste di esami sempre più motivate da indicazioni cliniche precise e aderenti a criteri clinici e linee guida. Vale a dire, sempre più appropriate. “Nessuno può essere più appropriato del medico di famiglia, il professionista che per definizione ha una marcia in più rispetto ai colleghi – aggiunge Carlo Curatola, presidente dell’Ordine dei medici di Modena – poiché conosce la storia clinica dei propri pazienti. La minuzia si prescrive se, e solo se, l’indagine è davvero necessaria. Un approccio che consente di evitare sprechi e allungare le liste d’attesa ma mettendo sempre al centro la sicurezza del paziente con cui i medici di Medicina generale costruiscono nel tempo un rapporto di grande fiducia”.

Ma come sono migliorate le performance? Il primo effetto è stato un incremento della percentuale di prescrizioni appropriate prenotate, con un utilizzo più efficiente delle agende disponibili. Dunque, oggi più persone possono trovare il posto per la visita nei tempi previsti.

Un impegno che non si esaurisce, ma che si rafforza per arrivare al rispetto dei tempi di attesa: già ad oggi, i giorni mediani di attesa relativi ai cittadini che accettano la prima disponibilità offerta dall’Azienda per la prima visita dermatologica (per la priorità D da erogare entro 30 giorni) si sono ridotti da 51 a 28, quelli per la prima visita oculistica da 47 a 25 e, quanto agli esami strumentali (qui la priorità D prevede l’erogazione entro 60 giorni), vi è stata una riduzione da 70 a 28 giorni sulle colonscopie e da 50 a 26 giorni sulle gastroscopie. “A migliorare in modo sostanziale  – spiega Stefania Ascari, responsabile unico per l’accesso alle prestazioni – sono Dermatologia, Oculistica e Colonscopia mentre per quanto riguarda le visite di Otorino e Urologia abbiamo ancora molto lavoro da fare. Ovviamente dovremo aumentare le prestazioni oggetto della sperimentazione ma i primi dati raccolti sono molto positivi. E’ la strada giusta”.

Insomma “razionalizzare per contenere le spese ma qualificando l’offerta, consapevoli che stare meglio non significa fare più visite ma visite migliori” ha più volte ribadito il presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Modena, Massimo Mezzetti. Un “cambio di paradigma”, lo ha definito il  Presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, “che consentirà di affrontare insieme e in modo integrato le sfide del prossimo futuro” a fronte di risorse calanti.

Un’esperienza, quella modenese, che “potrà essere estesa, nel solco del nuovo Accordo integrativo regionale ad altri territori” ha concluso l’Assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi.

Insomma i tempi si accorciano, le distanze meno. Non tutti infatti possono permettersi “trasferte” fino a Pavullo, prima sede disponibile, per una visita, ma questa è un’altra storia.

Jessica Bianchi