Home Carpi “Il percorso verso una vera integrazione richiede ancora molto lavoro”

“Il percorso verso una vera integrazione richiede ancora molto lavoro”

La Consulta per l’integrazione dell’Unione Terre d’Argine interviene a seguito dell’articolo pubblicato sul settimanale Panorama, dal titolo “E’ Carpi, ma sembra Islamabad”. Ecco il testo.

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Successivamente all’inchiesta pubblicata da Panorama e agli articoli usciti sulla stampa locale, noi, membri della Consulta Integrazione sentiamo la responsabilità di contribuire a questa conversazione pubblica in modo costruttivo. Non con l’obiettivo di confutare o difendere posizioni, ma per condividere un punto di vista che nasce da quindici anni di lavoro quotidiano e di relazioni dirette con le comunità del nostro territorio.

La Consulta per l’Integrazione è nata quindici anni fa con l’obiettivo di favorire il dialogo tra culture diverse, in stretta collaborazione con le Amministrazioni Comunali. È composta da circa 60 persone volontarie, di età compresa tra i 19 e i 65 anni, provenienti da circa 20 Paesi diversi. In Italia sono rari i luoghi in cui cittadini stranieri e amministratori locali siedono allo stesso tavolo per affrontare insieme i problemi della comunità: questo è uno di quei luoghi, e crediamo che sia una risorsa preziosa per tutti. Alcune delle situazioni descritte nell’articolo richiamano questioni reali, che la Consulta non ignora. Sappiamo che su questo territorio coesistono comunità con visioni del mondo, pratiche religiose e modelli familiari molto diversi tra loro — e non sempre compatibili con i valori condivisi della nostra società, a partire dalla parità di genere e dalla libertà individuale. Queste tensioni non vanno minimizzate. Vanno affrontate con serietà, con pazienza e con gli strumenti giusti: il dialogo, la conoscenza reciproca, l’educazione e il rispetto delle leggi italiane ed europee.

Sul territorio operano diverse associazioni culturali islamiche con cui la Consulta collabora attivamente. A Carpi, in Via Unione Sovietica 2, hanno sede: Minhaj ul Quran, di fede islamica sunnita di origine pakistana; Comunità Musulmana Carpi, di fede sunnita di origine maghrebina; Imamia Welfare Organization Carpi, di fede sciita di origine pakistana. Al civico 13 della stessa via è presente l’Associazione Lega Turco-Islamica; in Via Cattani Sud 77 ha sede l’Associazione Madina Tul Ilm, di origine pakistana e fede sciita. Altre due associazioni sunnite di origine pakistana hanno sede rispettivamente in Via Caboto e in Via Unione Sovietica 4. Si tratta di realtà che, nella loro eterogeneità, hanno dimostrato disponibilità al confronto e alla collaborazione istituzionale. Negli anni, la Consulta ha promosso numerose iniziative concrete all’interno di queste comunità: incontri informativi sulle vaccinazioni con medici e infermieri dell’ospedale di Carpi durante la pandemia; presentazione dei corsi di italiano da parte dei volontari di Ero Straniero (progetto di diffusione della lingua e della cultura italiana); sensibilizzazione alla raccolta differenziata e alla gestione degli spazi condivisi, con mediatori linguistici e culturali nei condomini; momenti di incontro tra studenti di scuole secondarie. In questi e in altri momenti di crisi — come il terremoto del 2012 o la pandemia del 2020 — le comunità straniere si sono mobilitate attivamente a supporto della popolazione, dimostrando un senso di appartenenza al territorio che merita riconoscimento. Siamo consapevoli che il percorso verso una vera integrazione richiede ancora molto lavoro, in particolare sul fronte della partecipazione femminile. È per questo che ci impegniamo a sostenere i gruppi di donne già attivi all’interno delle associazioni, e a creare opportunità perché la loro voce sia sempre più ascoltata — sia all’interno delle loro comunità, sia nelle sedi istituzionali. Crediamo fermamente che siano proprio le donne, con la loro presenza e il loro protagonismo, una delle chiavi più efficaci per il cambiamento culturale. La convivenza tra persone di origini, culture e fedi diverse non è un dato acquisito: è un processo che richiede impegno, chiarezza sui valori condivisi e capacità di affrontare anche le contraddizioni senza nasconderle. La Consulta Integrazione continuerà a svolgere questo ruolo di mediazione e di stimolo al dialogo, convinta che il confronto onesto — anche su temi difficili — sia la strada più efficace per costruire una comunità più coesa, rispettosa e giusta per tutti.

I membri della Consulta Integrazione dell’Unione Terre d’Argine