Home Economia, commercio e lavoro Gambro in vendita, il futuro è sempre più a rischio

Gambro in vendita, il futuro è sempre più a rischio

“Stupiti e amareggiati: ci aspettavamo un piano industriale ma ci è stato comunicato un piano di vendita pieno di incertezza. Ora la situazione è molto preoccupante, così si mette a rischio il futuro del sito produttivo di Gambro Vantive di Medolla che ha contribuito a fare la storia del distretto biomedicale emiliano-romagnolo, un polo di eccellenza di livello europeo. Oggi stesso porterò la vicenda all’attenzione del ministero delle Imprese e del Made in Italy” ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia.

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All’incontro del tavolo regionale, alla presenza dell’assessore regionale Giovanni Paglia e del sindaco di Medolla Alberto Calciolari, ieri mattina i vertici di Vantive hanno annunciato la volontà dell’azienda, di proprietà del fondo statunitense  Carlyle, di vendere il sito di Medolla. A chi e quando non è dato sapere. Né se la vendita riguarderà tutto il sito o parte di esso. Questo dopo che nel corso del primo incontro del tavolo regionale, lo scorso dicembre, l’azienda si era impegnata a consegnare entro il 31 marzo un piano industriale, atteso da mesi, degno di questo nome.

“Il fondo Carlyle, dopo appena un anno dal suo insediamento ufficiale, ha deciso di non investire un euro sul sito di Medolla: questo a dispetto dei tanti annunci che si sono susseguiti nel corso dei mesi sul rilancio dello stabilimento. Per noi – sottolineano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme all’Rsu aziendale – questa posizione è inaccettabile. Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per cambiare un destino che sembra segnato. Parliamo di un sito storico per tutta l’area nord modenese e per tutto il biomedicale italiano: un’azienda simbolo, che non può essere abbandonata in questo modo per l’incapacità di progettazione industriale di un fondo che ragiona esclusivamente con una mera logica di profitto. Insieme ai lavoratori, naturalmente, faremo tutto il possibile per invertire questa rotta, mettendo in campo ogni forma di mobilitazione utile. E a questo punto, a maggior ragione, chiediamo il sostegno di tutti gli interlocutori istituzionali, compreso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, che non può ignorare il comportamento così spregiudicato di questi soggetti multinazionali, che mettono a rischio posti di lavoro e un pezzo di storia dell’industria italiana.  Servono risposte e acquirenti seri, che mettano al centro lo sviluppo, le competenze e la tutela occupazionale dell’azienda”. Dopo l’incontro in Regione, le organizzazioni sindacali e l’Rsu hanno comunicato ai lavoratori riuniti in assemblea l’esito della riunione. È stato approvato all’unanimità un pacchetto di 40 ore di sciopero, con le prime 8 ore fissate per la giornata di mercoledì 18 febbraio.      

“Stupiti e amareggiati: ci aspettavamo un piano industriale ma ci è stato comunicato un piano di vendita pieno di incertezza. Ora la situazione è molto preoccupante, così si mette a rischio il futuro del sito produttivo di Gambro Vantive di Medolla che ha contribuito a fare la storia del distretto biomedicale emiliano-romagnolo, un polo di eccellenza di livello europeo. Oggi stesso porterò la vicenda all’attenzione del ministero delle Imprese e del Made in Italy” ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia.