I dati parlano chiaro: l’industria della moda, specialmente quella veloce (fast fashion), la cui sovrapproduzione è raddoppiata nell’ultimo ventennio, non è più sostenibile. È responsabile del 10% delle emissioni globali di gas serra e del 20% dello spreco di acqua, oltre che del rilascio di sostanze chimiche inquinanti derivanti dalle fibre sintetiche e dalle tinture chimiche nelle falde acquifere, con un impatto ambientale devastante che richiede un cambio radicale verso altri modelli. La carpigiana Eleonora Ripa, assessora alle politiche Ambientali, Commercio, digitalizzazione, Pace e tutela dei diritti umani presso il Comune di Rio Saliceto, da anni è molto attenta a questa tematica tanto d’aver creato il progetto di moda sostenibile e slow fashion Vestocircolare, tramite cui propone abbigliamento hand-made con rimanenze di tessuto di alta qualità, e promuove l’uso di capi vintage o second-hand, con una produzione etica a filiera corta e, sempre in quest’ottica di sensibilizzazione, ha da poco pubblicato il suo primo libro: “La rivoluzione veste circolare”, con le illustrazioni di Maddalena Notardonato, anche lei di Carpi. “Pubblicato con il marchio Giacovelli Ecofriendly – racconta Eleonora – il volume nasce da un’esigenza profonda: cucire insieme consapevolezza e bellezza, immaginando un futuro in cui ciò che indossiamo non sia solo stile, ma racconto, identità, responsabilità”.
Eleonora, qual è stata la genesi del libro e cosa racconti tra le pagine?
“Ho firmato il contratto con la casa editrice a ottobre 2024. Ad inizio 2025 ho pensato a come strutturarlo, a cosa volevo venisse fuori da questo mondo che molti declassano a mera apparenza, e a marzo 2025 ho iniziato a scriverlo terminandolo in agosto. In questo libro troverete un percorso di consapevolezza che analizza il potere identitario della moda, il suo valore simbolico, la responsabilità di noi consumatori che, con le nostre scelte, abbiamo il potere di cambiare narrazione e, infine, il ruolo fondamentale della politica come visione strategica a lungo termine. La copertina del libro e le illustrazioni interne sono state realizzate da Maddalena Notardonato (in arte Audiocassetta) attraverso un crowdfunding supportato dalla piccola Community di Vestocircolare. Il messaggio è semplice e potente: insieme possiamo creare comunità, ed è la dimostrazione che quello di cui parlo nel libro è qualcosa di tangibile”.
Come si inserisce la componente politica nel tuo libro?
“Vorrei posizionare il tema moda in uno spazio politico e sociale, e contribuire a creare consapevolezza sul suo forte impatto ambientale e sociale e sulle alternative, necessarie, basate sull’economia circolare. Non possiamo più permetterci di non inserire questo tema nelle agende politiche locali, deve rientrare nell’ambito dell’educazione ambientale e civica, per impegnarci a fare scelte consapevoli e, per farlo, dobbiamo conoscere cosa c’è dietro. Il book tour di La rivoluzione veste circolare” è iniziato a Locorotondo, in provincia di Bari, sede della casa editrice Giacovelli. La prossima data sarà a Milano il 31 gennaio e il 27 febbraio, alle 18, ci sarà una presentazione presso la Libreria Mondadori a Carpi.
L’evento sarà moderato da Emanuela Contini, consulente nel settore moda, che da anni assiste aziende sulle tendenze, sviluppo e progettazione di collezioni e campionari, e che è relatrice e docente nell’ambito dell’iniziativa Finestra sulla Moda con forModena. Durante l’evento sarà presente anche l’illustratrice che, per l’occasione, farà un live collage con pezzi di tessuto. “Maddalena è una collagista che lavora molto in analogico, inserendo componenti materici nei suoi collage e abbiamo pensato di creare un’esperienza che unisca bellezza, creatività e consapevolezza”.
Tutte le date del book tour, che è in costruzione, saranno comunicate attraverso i canali social di vestocircolare e la newsletter”.
Questo libro è stata un unicum o vorresti scriverne altri sul tema?
“Mi piacerebbe tantissimo scrivere un altro libro, che in realtà ho già in mente, ma non sulla moda. Non escludo però di poterne scrivere altri sempre su questo tema in futuro”.
Chiara Sorrentino