Home Ambiente Bloccato, per ora, l’accordo commerciale Ue-Mercosur, esultano gli agricoltori di casa nostra

Bloccato, per ora, l’accordo commerciale Ue-Mercosur, esultano gli agricoltori di casa nostra

Numerosi gli agricoltori emiliano - romagnoli che hanno protestato davanti al Parlamento Europeo contro l'accordo per l'agroalimentare con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay). Tra loro anche Alberto Notari, imprenditore agricolo di Santa Croce: “la nostra protesta è stata determinante per ottenere questo rinvio. servono reciprocità e regole comuni per mercati comuni”.

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Poteva essere l’ultimo giro di boa e invece, dopo oltre 25 anni di negoziati, l’accordo commerciale Ue-Mercosur si è nuovamente insabbiato. A determinare l’ennesimo stop all’intesa, già siglata da Ursula von der Leyen assieme ai partner latinoamericani sabato 17 in Paraguay, è stata l’Eurocamera, approvando con un margine risicatissimo di 10 voti la richiesta di inviare il testo alla Corte di giustizia europea per un parere legale. Una mossa che congela di fatto la possibilità di una ratifica finale in plenaria prima dei lunghi tempi del tribunale lussemburghese.

Secondo l’accordo, lo ricordiamo, i paesi sudamericani si sarebbero impegnati a importare macchinari industriali italiani e, in cambio, avrebbero potuto esportare in Italia carne, frutta e verdura senza dazi. I loro prezzi sono bassi perché i lavoratori vengono pagati poco, non c’è attenzione al benessere animale e non vi sono le normative dell’Unione europea sulla sicurezza alimentare. All’annuncio del voto, un tripudio di gioia è esploso davanti alla sede del Parlamento europeo di Strasburgo: “Vittoria”, hanno gridato le migliaia di agricoltori, di cui molti emiliano – romagnoli, riuniti nella capitale con i loro trattori.

Tra loro anche Alberto Notari, imprenditore agricolo di Santa Croce: “La nostra protesta è stata determinante per ottenere questo rinvio. Il Mercosur rappresenta un grande mercato comune, mercato che però non può esistere se non a fronte di regole comuni, altrimenti l’impatto sul nostro settore agricolo, e anche sui consumatori, sarebbe devastante.  Colture Ogm e carni agli ormoni sono due delle problematiche più evidenti ma sono numerose le criticità, a partire dall’impiego dei fitofarmaci vietati da anni qui da noi e ancora ampiamente utilizzati in quei Paesi. Ribadisco: servono reciprocità e regole comuni per mercati comuni”.