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E’ Gilberto Allesina il nuovo presidente di Porta Aperta Carpi

Cambio della guardia alla presidenza di Porta Aperta Carpi dove dopo Omar Sala a prendere in mano le redini dell’associazione è Gilberto Allesina unitamente a Luana Ganzerli, tesoriere, e Mauro Roncaglia, vice presidente. “Nei mesi scorsi si era creata una divisione, vi erano differenti visioni circa il futuro che verrà e tutto è improvvisamente precipitato. Ora le cose stanno cambiando, abbiamo rimesso al centro le linee fondanti e i concetti fondamentali che hanno guidato Porta aperta sin dall’inizio. Solidarietà, aiuto e condivisione sono i valori che ci muovono. Non c’è alcun cambio di direzione bensì un rafforzamento, con la consapevolezza che di fronte a noi abbiamo numerose sfide, dal reclutamento di nuovi e giovani volontari a un ripensamento radicale, in termini di gestione e vendita, di Recuperandia alla cui merce dovrà essere applicato un regime di Iva speciale”.

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Mauro Roncaglia, Gilberto Allesina e Luana Ganzerli

Cambio della guardia alla presidenza di Porta Aperta Carpi dove dopo Omar Sala a prendere in mano le redini dell’associazione è Gilberto Allesina unitamente a Luana Ganzerli, tesoriere, e Mauro Roncaglia, vice presidente.

I tre nuovi consiglieri sono entusiasti della sfida che li attende: “ci sono moltissime cose da fare ma Porta Aperta è una macchina da guerra, con volontari e operatori che, giorno dopo giorno, si sforzano di dare il meglio di sé per il bene della cittadinanza, soprattutto quella più fragile. Uno sforzo congiunto e corale straordinario”.

Attiva nella nostra città dal 1988, Porta Aperta negli ultimi mesi ha attraversato un periodo di intensa discussione, rumors infatti parlavano di un possibile accorpamento con la sua omonima modenese, “un’eventualità democraticamente rifiutata dall’assemblea”, spiega Allesina. Una decisione che ha comportato una “transizione  improvvisa ma necessaria. D’altronde come si potrebbero azzerare quasi quarant’anni di storia? Il nostro desiderio è pertanto quello di affrontare le sfide che ci si prospettano ma nel segno della continuità”.

Il nuovo Consiglio Direttivo non potrà permettersi di restare con le mani in mano, in considerazione della complessità di servizi offerti da Porta Aperta (dal Centro di Ascolto a Recuperandia, da Cibum che offre un sostegno alimentare all’ambulatorio medico rivolto a chi, non avendo la residenza non ha diritto a un medico di famiglia) e, al contempo, a fronte dei cambiamenti che si profilano all’orizzonte.

“Ci piace immaginare la nostra associazione come a una persona. Un individuo che, arrivato alla soglia dei quarant’anni, deve prendere delle decisioni, sulla base dell’esperienza maturata, per affrontare il domani al meglio. Nei mesi scorsi – prosegue Ganzerli – si era creata una divisione, vi erano differenti visioni circa il futuro che verrà e tutto è improvvisamente precipitato. Ora le cose stanno cambiando, abbiamo rimesso al centro le linee fondanti e i concetti fondamentali che hanno guidato Porta aperta sin dall’inizio. Solidarietà, aiuto e condivisione sono i valori che ci muovono. Non c’è alcun cambio di direzione bensì un rafforzamento, con la consapevolezza che di fronte a noi abbiamo numerose sfide, dal reclutamento di nuovi e giovani volontari a un ripensamento radicale, in termini di gestione e vendita, di Recuperandia alla cui merce dovrà essere applicato un regime di Iva speciale”.

Porta Aperta, ad oggi, può contare, nella sua interezza, su circa un centinaio di volontari e sette dipendenti: “un piccolo esercito di persone appassionate e animate da una grande dedizione. Un attaccamento che, alle volte, comporta anche qualche momento di tensione, d’altronde quando è la passione che ti muove, hai voglia di fare e dire la tua. Il confronto è inevitabile e, qualora sia costruttivo, prezioso. Rinnovare la nostra comunicazione, svecchiarci un po’ nell’immagine, sarà di fondamentale importanza per diventare più appetibili per i ragazzi affinché si avvicinino alla nostra realtà associativa. Lo dobbiamo anche ai volontari storici: noi invecchiamo, non abbiamo più la stessa grinta ed energia di un tempo, serve nuova linfa anche per alleggerire chi da anni si spende strenuamente giorno dopo giorno. Per questo motivo vogliamo cercare nuove sinergie e collaborazioni” aggiunge il vice presidente Mauro Roncaglia.

In un clima di generale impoverimento, un altro fronte a cui prestare la massima attenzione è certamente quello economico: “saremo preparati ad affrontare anche questa sfida. La situazione patrimoniale è solida e possiamo gestire il disavanzo in modo controllato. Se da un lato, ad esempio, il pagamento dell’Iva sui beni usati che ci vengono donati porterà a una riduzione dei ricavi, tale novità ci offre nuove opportunità di commercializzazione di certi prodotti al di fuori dei confini fisici di Recuperandia per generare ulteriori introiti, come le vendite on line. Se c’è una sfida c’è anche una possibilità. Dopo anni di storia e di difficoltà superate io sono molto fiducioso. Dentro a Porta aperta ci sono tante teste e tante mani che si aiutano e si sostengono a vicenda. Nessuno rema da solo. Insieme si va lontano” concludono i tre.

Jessica Bianchi