Home Arte, Storia, Cultura, spettacolo e musica Davide Romanini, una vita tra arte e fumetti

Davide Romanini, una vita tra arte e fumetti

Davide Romanini, carpigiano d'adozione, artista e fumettista da decenni, ha da poco pubblicato, in collaborazione con altri autori e illustratori, La maledizione del drago d'oro, una graphic novel di genere fantasy scritta come un poema del Seicento: “La parte che ho illustrato rappresenta un viaggio interiore attraverso la figura del drago d'oro. Il proposito per questo nuovo anno è ridare nuova vita a uno dei miei primi fumetti, intitolato Man born again, riscrivendone la sceneggiatura per farne un volume unico. È un'opera a cui sono molto legato, che vede al centro i nativi americani e che mi ha permesso di conoscere attori del calibro di Giuliano Gemma e Moses Brings Plenty. Il mio sogno sarebbe quello di vedere un giorno questo, o un altro dei miei fumetti, in versione film”.

0
178

Si chiama La maledizione del drago d’oro (Mirage Comics edizioni) l’ultima opera pubblicata da Davide Romanini, fumettista di Carpi classe 1974, disponibile nelle librerie fisiche e online: “è la prima graphic novel che affronto con uno stile pittorico completamente nuovo per me, che mi ha portato in universi lontani e mi ha permesso di esprimermi in totale libertà”. Romanini ha all’attivo una lunga carriera da disegnatore di fumetti, comics, graphic novel e giochi da tavolo, oltre che da grafico pubblicitario. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte “A. Venturi” di Modena e un corso di specializzazione in Illustrazione editoriale a Bologna, Romanini ha iniziato la sua avventura nel campo artistico come grafico pubblicitario nel mondo della moda per poi aprire una sua agenzia di organizzazione di eventi, ma è a partire dal 2017 che ha scelto di dedicarsi a tempo pieno alla sua più grande passione, ovvero l’illustrazione e la pittura, iniziando a collaborare con diverse casi editrici specializzate sia come Art director che come illustratore.

Davide, ci parli del suo nuovo libro La maledizione del drago d’oro.

“È una narrazione poetica e immaginifica, scritta da Roberto Arduini e illustrata oltre che da me da Ciruelo Cabral e Nicola Caleo, che segue le orme di un uomo costretto a rinascere, combattere e ricordare. Tavola dopo tavola, prende forma una storia di metamorfosi, inganni, legami spezzati e ricomposti. Un racconto epico dove l’azione si fonde con immagini potenti ed evocative. La parte che ho illustrato rappresenta un viaggio interiore quasi metafisico attraverso la figura del drago d’oro”.

Come nasce la sua passione per i fumetti?

“Nasce da bambino con i primi fumetti di Topolino e poi quelli dei supereroi leggendari. Sono principalmente autodidatta, ma ho avuto anche l’onore di ricevere gli insegnamenti di alcuni grandi maestri come Igort e di lavorare alla casa editrice Panini di Modena”.

Come definirebbe il suo stile?

“Uno stile poliedrico che si riconosce per il tratto deciso e per i colori vivaci. A seconda delle richieste del committente lavoro in digitale oppure dipingo interamente a mano”.

Si ricorda il primo fumetto che ha realizzato e qual è invece quello a cui è più legato?

“Il primo fumetto che ho disegnato si chiamava Ironheart mentre quello a cui sono più affezionato è Man born again che ho scritto e illustrato. È ambientato nello stato americano del Dakota nella prima metà del 1800. La storia inizia con un giovane colono di ritorno da una battuta di caccia mentre, poco distante, un giovane lakota è intento a raccogliere delle erbe nella foresta. Fra i cespugli qualcosa si muove e, improvvisamente, si manifesta ai due giovani, costringendoli a incontrarsi. Il volto del colono è quello dell’attore italiano Giuliano Gemma che ho avuto il piacere di conoscere, mentre quello del nativo indiano d’America è dell’attore e attivista sioux  Moses Brings Plenty. Uno dei propositi per questo nuovo anno è riscrivere la sceneggiatura per renderlo un volume unico e ridargli così nuova vita”.

Sta lavorando a qualcosa di nuovo?

“A un gioco di tavolo sui treni in stile steam punk”.

Un sogno per il futuro?

“Mi piacerebbe concludere il mio lavoro su Man born again e magari, un giorno, vedere rappresentato questo o un altro dei miei fumetti in versione cinematografica”.

Chiara Sorrentino