Home Ambiente La piena del Po impegna il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale

La piena del Po impegna il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale

La piena del Po, di media entità, ha raggiunto il massimo nella serata di ieri a Boretto. Squadre impegnate anche per il monitoraggio dei livelli di Enza e Secchia.

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Immagine dell'impianto consortile a Boretto durante la piena del Po nel primo pomeriggio di mercoledì 3 aprile

Tecnici del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale sono attivi già da alcuni giorni a Boretto, presso l’impianto consortile sul fiume Po e per gestire le paratoie sul Canale Derivatore, creando i livelli di controspinta per la sicurezza dei manufatti nella zona.

Il Personale operativo monitora i livelli dalla Sala del Telecontrollo della sede consortile di Reggio Emilia per regolare l’immissione delle acque e controbilanciare la spinta idrostatica del Grande Fiume in caso di necessità, come avvenuto nella serata di martedì.

Nel territorio di San Benedetto Po (MN) è stato attivato l’idrovoro San Siro per via dell’incremento dei livelli dei corsi d’acqua nel Mantovano; nella giornata di Pasquetta sono stati chiusi gli scarichi a gravità e da ieri (mercoledì, n.d.a.) l’impianto è in funzione per agevolare il deflusso dei livelli del canale Emissario.

Situazione sotto osservazione anche tra il Modenese e il Reggiano dove l’ente consortile ha fatto fronte alle piene del fiume Secchia, che ha visto il colmo a Bondanello nel primo pomeriggio di ieri (mercoledì, n.d.a.) e del torrente Enza (ormai in discesa verso valle): piene che hanno costretto il Consorzio a chiudere gli scaricatori alla Scutellara, sul canalazzo di Brescello per l’Enza; e a Bondanello, scarico gravità, per il Secchia, che è stato così separato dalla rete interna consortile ponendola in sicurezza.

L’Emilia Centrale, con grande impegno, sta inoltre riuscendo a trattenere una parte della risorsa idrica, contando di adoperarla per le richieste irrigue, mantenendo i livelli grazie agli invasi dei canali principali dei giorni scorsi e fino a esaurimento della piena, così da poter riaprire gli scarichi a gravità di San Siro una volta in sicurezza la rete delle acque alte.