Home Ambiente Quistella, l’agrivoltaico di Fossoli entra in una nuova fase

Quistella, l’agrivoltaico di Fossoli entra in una nuova fase

Avviata la procedura per autorizzare l’agrivoltaico di Fossoli. Il progetto comprende un impianto da 32,52 MWp, un sistema di accumulo e opere che interessano anche la pianificazione urbanistica e le proprietà coinvolte.

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Nuovo passaggio amministrativo per Quistella, il progetto agrivoltaico previsto a Fossoli. ARPAE ha pubblicato l’avviso relativo all’avvio del procedimento di Autorizzazione unica per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto proposto da Quistella Solar Srl, che comprende anche un sistema di accumulo energetico e le opere necessarie per il collegamento alla rete elettrica nazionale. La domanda, presentata il 22 aprile 2026, è stata avviata dopo la conclusione della procedura statale di Valutazione di impatto ambientale. Il progetto attualmente sottoposto all’iter autorizzativo prevede un impianto agrivoltaico avanzato da 32,52 MWp, affiancato da un sistema di accumulo a batterie (BESS) da 15 MW. L’intervento comprende la realizzazione di un elettrodotto interrato in alta tensione per collegare l’impianto all’ampliamento della stazione elettrica Terna, Carpi Fossoli.

L’avviso pubblicato da ARPAE non riguarda soltanto l’impianto per la produzione di energia. La procedura comprende anche la variante allo strumento urbanistico comunale necessaria a localizzare le opere di connessione elettrica e ad apporre il vincolo preordinato all’esproprio. Per queste infrastrutture, infatti, la società proponente ha richiesto la dichiarazione di pubblica utilità. Chiunque abbia interesse può presentare osservazioni scritte entro sessanta giorni consecutivi dalla data di pubblicazione dell’avviso, inviandole ad ARPAE, Unità VIA ed Energia, all’indirizzo di via Giardini 472/L, 41124 Modena, oppure tramite posta elettronica certificata a modena@pec.arpae.it.

L’avvio della nuova fase autorizzativa riporta l’attenzione sulle trasformazioni previste nel territorio rurale di Fossoli. Il ricorso alle fonti rinnovabili risponde a un obiettivo energetico importante, ma la valutazione dei singoli progetti non può prescindere dalle conseguenze sul territorio, dalle infrastrutture necessarie e dagli effetti sulle proprietà coinvolte. La procedura appena avviata non equivale al via libera definitivo alla realizzazione dell’impianto rappresenta piuttosto una fase nella quale dovranno essere acquisiti gli atti di assenso necessari e valutate le questioni urbanistiche, ambientali e tecniche connesse all’intervento. È proprio in questa fase che la trasparenza degli atti e la possibilità di presentare osservazioni assumono un ruolo decisivo: perché la transizione energetica non si misura soltanto in megawatt installati, ma anche nella capacità di conciliare la produzione di energia con la tutela del suolo e le esigenze di chi vive e lavora sul territorio. E perlomeno così dovrebbe essere.

J.B.