Home Ambiente Carpi per la giustizia climatica e sociale: ‘A Carpi si continua a...

Carpi per la giustizia climatica e sociale: ‘A Carpi si continua a cementificare’

A Carpi sono stati cementificati 7,9 ettari nel 2022, 7,1 nel 2023, 2,4 nel 2024 e 2,189 nel 2025. Considerando i circa 0,46 ettari ripristinati nell’ultimo anno, il consumo netto del 2025 è stato di 2,01 ettari. Un rallentamento che, secondo il gruppo, non deve trarre in inganno: la quota di territorio impermeabilizzato raggiunge quasi il 20% secondo SOS4life e quasi il 17% secondo ISPRA, contro il 10% circa alla fine del secolo scorso.

0
223

Carpi è raddoppiata in poco più di vent’anni, secondo i dati di SOS4life. E, nonostante le affermazioni dell’Amministrazione comunale, il consumo di suolo continua a crescere, senza una vera battuta d’arresto. A sostenerlo è Carpi per la giustizia climatica e sociale, che richiama i dati del Rapporto ISPRA 2026 sul consumo di suolo.

A Carpi sono stati cementificati 7,9 ettari nel 2022, 7,1 nel 2023, 2,4 nel 2024 e 2,189 nel 2025. Considerando i circa 0,46 ettari ripristinati nell’ultimo anno, il consumo netto del 2025 è stato di 2,01 ettari. Un rallentamento che, secondo il gruppo, non deve trarre in inganno: la quota di territorio impermeabilizzato raggiunge quasi il 20% secondo SOS4life e quasi il 17% secondo ISPRA, contro il 10% circa alla fine del secolo scorso. Le conseguenze, sottolinea il comunicato, riguardano anche la salute dei cittadini: più isole di calore, inquinamento da polveri sottili, rischio di allagamenti improvvisi e meno spazio per alberi e aree verdi. Fenomeni che, insieme al cambiamento climatico, rendono la città più vulnerabile e peggiorano la qualità della vita. Il problema riguarda l’intero Paese. Nel 2025, secondo ISPRA, il consumo di suolo a livello nazionale è tornato ad accelerare, superando la media del periodo 2012-2024, pari a 17,8 ettari al giorno. Tra le trasformazioni figurano cantieri, edifici, infrastrutture, aree logistiche e impianti per la produzione di energia, compresi quelli fotovoltaici a terra.

Il gruppo richiama inoltre i dati ISPRA sulle temperature: nelle aree più impermeabilizzate il suolo può raggiungere temperature superiori di oltre 10 gradi rispetto alle zone rurali circostanti, mentre dove sono presenti più alberi si registrano valori fino a 1,6 gradi inferiori. “Noi rimaniamo ai dati. La cementificazione  – afferma il gruppo – aumenta e con essa peggiora la qualità della vita. La proposta è ripensare lo sviluppo urbano puntando su una città più verde e permeabile, capace di affrontare il riscaldamento globale”. A sostegno di questa visione viene citato il botanico Stefano Mancuso, autore di Fitopolis: 2Bisogna coprire di piante le nostre città e abbiamo poco tempo per farlo”.