La Procura di Modena non ravvisa responsabilità penali a carico di Stefano Reggianini nell’inchiesta sugli ammanchi dalle casse di aMo. Il sostituto procuratore Marco Nicolini ha chiesto l’archiviazione per l’ex amministratore unico dell’Agenzia per la Mobilità, ritenendo che dagli accertamenti non siano emersi elementi sufficienti a sostenere un’accusa nei suoi confronti.
Il nome di Reggianini era finito nell’inchiesta per alcune operazioni effettuate anche attraverso il bancomat aziendale a lui assegnato (per approfondire leggi qua: https://temponews.it/2026/02/16/ammanco-amo-il-denaro-rubato-dallex-dipendente-sale-a-quasi-600mila-euro/). La vicenda riguarda un ammanco superiore ai 500mila euro, riconducibile in larga parte a una ex dipendente. Secondo gli investigatori, Reggianini e l’allora direttore generale Daniele Berselli avevano effettuato alcuni prelievi dai conti aziendali, consegnando poi il contante alla dipendente. Per la Procura, tuttavia, non sarebbe emersa la consapevolezza di partecipare alle condotte illecite: i due avrebbero ritenuto che il denaro fosse destinato a esigenze contabili dell’azienda. Non risultano inoltre somme trattenute né vantaggi personali.
Sul piano civile, a Reggianini era stato contestato un danno di 58mila euro, già interamente versato nell’ambito di una transazione. Diverso il profilo penale: per la Procura non ci sono elementi per sostenere che abbia agito consapevolmente per favorire l’illecito. Ora la decisione spetta al giudice per le indagini preliminari. Il procedimento prosegue invece per le altre posizioni coinvolte nell’inchiesta sugli ammanchi.