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“Gli infermieri non possono più tappare le falle”

Il sindacato chiede alla Direzione dell’Ausl di Modena un cambio di passo: “Basta affidarsi ai sacrifici di chi ogni giorno sostiene i servizi”. Nel mirino carenze di organico, straordinari e condizioni di lavoro.

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Gli infermieri hanno tenuto in piedi i servizi, ma non possono continuare a farlo caricandosi sulle spalle le carenze strutturali dell’Ausl di Modena. È questo il messaggio che arriva forte e chiaro da Michele Rinaldi, segretario territoriale di NurSind, che guarda alla nuova Direzione aziendale chiedendo un cambio di passo. Secondo Rinaldi, negli ultimi anni l’organizzazione ha fatto sempre più affidamento sulle risorse già presenti, aumentando i carichi di lavoro e ricorrendo in modo sistematico alla flessibilità e allo straordinario. “Gli infermieri rappresentano il cuore dell’assistenza e il motore della sanità modenese”, sottolinea, ricordando come il loro impegno abbia consentito di mantenere operativi i servizi “nonostante organici insufficienti, attraverso incredibili sacrifici personali, enorme flessibilità e costante ricorso allo straordinario”. Una situazione che, per NurSind, ha però raggiunto il limite. “Non è più possibile affrontare le carenze strutturali continuando a fare affidamento esclusivamente sulle energie di chi ogni giorno sostiene il sistema”, afferma Rinaldi. Il sindacato guarda con fiducia alla nuova Direzione e in particolare alla direttrice assistenziale Maria Cristina Tarantino, alla quale riconosce “competenza, senso di responsabilità e attenzione alla persona”. L’auspicio è che possa contribuire a costruire “un’organizzazione più equilibrata, capace di restituire agli infermieri motivazione, dignità professionale e fiducia nel futuro”. Ma, avverte Rinaldi, la fiducia dovrà tradursi rapidamente in decisioni concrete. NurSind chiede nuove assunzioni e organici riportati a livelli sostenibili, oltre a una riduzione del ricorso allo straordinario come risposta sistematica alla mancanza di personale. Chiede inoltre che i fondi contrattuali vengano utilizzati per valorizzare economicamente il lavoro infermieristico e che le riorganizzazioni siano accompagnate da programmazione, confronto con i sindacati e formazione adeguata. Sul tavolo anche la riapertura delle mobilità interne e la predisposizione di graduatorie trasparenti e aggiornate, per consentire agli infermieri di cambiare setting lavorativo sulla base di regole chiare. Il punto, però, è soprattutto uno: il costo delle difficoltà organizzative non può ricadere ancora sui lavoratori. “Chiediamo, con tutte le nostre energie, che non siano i lavoratori a fare ulteriori sacrifici”, dice Rinaldi che insiste sulla necessità di considerare il dipendente “non come un mero lavoratore bensì come un valore umano assoluto”. Una questione che il sindacato lega direttamente anche al rischio di burnout e di abbandono della professione. “Il benessere lavorativo degli infermieri deve diventare una priorità effettiva”, sostiene Rinaldi, indicando sovraccarico, frustrazione e perdita di motivazione come problemi che non possono più essere affrontati soltanto chiedendo ulteriori sacrifici a chi è già in servizio. NurSind assicura la propria disponibilità al confronto con l’Ausl, ma mette un punto fermo: “Il passato non può continuare a gravare sugli infermieri”. La sostenibilità dell’azienda, conclude Rinaldi, deve passare da assunzioni programmate e monitorate, rispetto dei diritti e dei contratti e valorizzazione della professione. “Senza più alcuna svendita del nostro tempo e del nostro benessere”.

J.B.