Le temperature sempre più elevate che si registrano nei mesi estivi e la scarsità di precipitazioni stanno mettendo sotto pressione il patrimonio arboreo delle nostre città. Le piante di più recente impianto, con apparati radicali non ancora consolidati, sono le più esposte allo stress idrico: un’irrigazione insufficiente o irregolare in questa fase può infatti comprometterne l’attecchimento e lo sviluppo negli anni successivi.
Per rispondere a questa criticità, il Comune di Parma ha avviato una interessante sperimentazione introducendo l’utilizzo di sacche (da 75 litri) per l’irrigazione a goccia su 66 alberature urbane. Il sistema rilascia l’acqua in modo lento, costante e mirato, garantendo un’idratazione profonda dell’apparato radicale e riducendo lo stress idrico. Rispetto ai metodi tradizionali, la tecnica limita le dispersioni per evaporazione e ruscellamento, contenendo i consumi idrici complessivi.
“Le ondate di calore degli ultimi anni impongono un cambio di approccio nella gestione del verde pubblico. Con particolare riferimento alle alberature più giovani, un’annata come questa può vanificare anni di lavoro se non interveniamo con gli strumenti giusti. Per questo abbiamo scelto di sperimentare le sacche a goccia, che permettono di dare alle piante l’acqua di cui hanno bisogno, in modo lento e costante, evitando al contempo sprechi in un momento in cui la risorsa idrica va gestita con attenzione. È un investimento sul futuro del verde cittadino, che continueremo a monitorare passo dopo passo. Se i risultati confermeranno l’efficacia del metodo, lavoreremo per estenderlo ad altre aree della città” ha spiegato l’assessore al Verde Pubblico di Parma, Francesco De Vanna.
Una soluzione che potrebbe rappresentare uno spunto anche per Carpi, alle prese con le medesime difficoltà legate alla crescente siccità e alle temperature canicolari. Al momento, però, l’Amministrazione comunale non ha valutato l’introduzione di sistemi analoghi. “La sperimentazione avviata a Parma è interessante – sottolinea l’assessore all’Ambiente Serena Pedrazzoli – la seguiremo per vedere se i risultati, una volta disponibili, saranno quelli attesi e se l’esperienza potrà essere replicabile. Il cambiamento climatico e le sue conseguenze sull’ambiente e sul verde sono un tema che abbiamo ben presente e che stiamo provando ad affrontare in modi diversi. Su Carpi, come previsto anche nel Regolamento del verde, nella messa a dimora di nuovi alberi scegliamo essenze che siano maggiormente resilienti e che possano resistere meglio alle ondate di calore e alla siccità”.
J.B.