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Esasperati i residenti di viale Guido Fassi, “il degrado avanza e nessuno fa nulla”

“Così non si può più andare avanti. Qui il disagio avanza e nessuno fa nulla per mettervi un freno. Ci sentiamo completamente abbandonati”. A parlare sono alcuni residenti di viale Guido Fassi, esasperati dalla presenza continua di persone che, raccontano, stazionano sotto le loro finestre, bevendo alcolici e facendo schiamazzi a ogni ora del giorno e della notte.

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“Così non si può più andare avanti. Qui il disagio avanza e nessuno fa nulla per mettervi un freno. Ci sentiamo completamente abbandonati”. A parlare sono alcuni residenti di viale Guido Fassi, esasperati dalla presenza continua di persone che, raccontano, stazionano sotto le loro finestre, bevendo alcolici e facendo schiamazzi a ogni ora del giorno e della notte. “Dopo l’apertura dell’ennesimo negozio di vicinato – denunciano – le cose sono precipitate. Non bastava la presenza di una sala scommesse a pochi passi da una chiesa e di un parchetto, quello di San Nicolò, che da anni, secondo noi, è lasciato a se stesso e frequentato da persone che vi bivaccano. Perché il decoro di questo angolo di centro non importa a nessuno? Qui le frequentazioni sono alquanto discutibili, la sporcizia è ovunque e anche portare a passeggio il cane nelle ore serali è diventato un problema”. Berengario-Fassi-Tre Febbraio si sta trasformando nel “triangolo del disagio” e, per i residenti, “questo è inaccettabile”. Tappi, lattine e mozziconi abbandonati sui marciapiedi sarebbero ormai una presenza abituale e non è raro, raccontano, vedere persone appoggiate ai cofani e alle portiere delle auto in sosta mentre bevono insieme agli amici. “È ormai impossibile godere di un momento di silenzio e spesso, la notte, siamo stati costretti a chiedere ai gruppi che stazionano sotto casa di abbassare il tono della voce. In questi giorni il negozio etnico non ha chiuso prima dell’una, l’una e mezza di notte e per noi è diventato pressoché impossibile tenere le finestre aperte e dormire”.

Il Regolamento di Polizia Urbana dell’Unione delle Terre d’Argine prevede già precise limitazioni: in tutto il centro storico dalle 22 alle 6 è vietata la vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e dalle 20 alle 6 il consumo di alcolici nei parchi e nelle aree verdi, dove è vietato anche introdurre o detenere bottiglie e altri contenitori di vetro.

Prescrizioni che, denunciano, “sono puntualmente disattese. Le forze dell’ordine passano spesso e controllano i documenti dei gruppi presenti, quasi tutti di origine straniera, ma il problema non può essere risolto solo così: è necessario un intervento più deciso da parte dei nostri amministratori. A fronte di un disagio crescente, perché non viene emessa un’ordinanza che limiti gli orari di apertura di questi punti vendita? In tal modo si contribuirebbe perlomeno ad arginare il problema. Confidiamo che il sindaco si prenda a cuore la questione prima che la situazione sfugga a ogni controllo”.

Jessica Bianchi