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Evade dai domiciliari e si taglia il braccialetto elettronico: torna in carcere il 26enne accusato della rapina al tassista

Era ai domiciliari con il dispositivo di controllo dopo la violenta rapina a mano armata dello scorso febbraio. Dopo aver manomesso il braccialetto si è reso irreperibile: la Procura ha chiesto e ottenuto l’aggravamento della misura cautelare.

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Dai domiciliari al carcere dopo aver manomesso e rimosso il braccialetto elettronico, facendo perdere le proprie tracce. È la vicenda che riguarda un 26enne di origine marocchina, già arrestato lo scorso febbraio dai Carabinieri nell’ambito delle indagini sulla violenta rapina ai danni di un tassista reggiano.

L’uomo si trovava agli arresti domiciliari con controllo elettronico quando ha violato la misura, rendendosi irreperibile dopo aver rimosso il dispositivo. Una fuga che ha portato la Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal procuratore Calogero Gaetano Paci, a chiedere l’aggravamento della misura cautelare. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Emilia ha accolto la richiesta, disponendo la revoca degli arresti domiciliari e la custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri di Correggio: il 26enne si trovava già in carcere a Reggio Emilia da alcuni giorni, detenuto per un’altra causa. La vicenda per la quale era stato inizialmente arrestato risale al 24 febbraio scorso. Quel pomeriggio un tassista reggiano di 40 anni aveva preso a bordo, nei pressi della stazione ferroviaria di Reggio Emilia, il giovane, che aveva chiesto di essere accompagnato lungo la Strada Provinciale Sud di Novellara. Durante il tragitto, arrivati nei pressi di un casolare isolato, il passeggero era sceso temporaneamente dal taxi per poi ricomparire con un fucile da soft-air, una riproduzione di un’arma d’assalto priva del tappo rosso. Sotto la minaccia del fucile, il tassista sarebbe stato costretto a proseguire fino a Strada Bruciata. Qui la situazione sarebbe ulteriormente degenerata: il 40enne sarebbe stato aggredito fisicamente e derubato del borsello. Il giovane si sarebbe quindi dato alla fuga attraverso i campi.

Le indagini immediate dei Carabinieri di Novellara e di Guastalla avevano consentito di individuare rapidamente il presunto autore della rapina. Il 26enne era stato rintracciato all’interno di un’abitazione di Strada Bruciata, a Novellara. Durante le perquisizioni erano stati recuperati sia la refurtiva sia il fucile utilizzato nella rapina. Nella stessa abitazione era stato inoltre arrestato un 38enne, trovato in possesso, secondo quanto contestato dagli investigatori, di sei dosi di cocaina destinate allo spaccio, circa 3mila euro in contanti e un coltello da cucina con lama di 18 centimetri, che sarebbe stato utilizzato per opporsi ai militari. Successivamente, per il 26enne era stata disposta la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Una misura che, però, è stata recentemente violata con la manomissione e la rimozione del dispositivo e l’allontanamento dall’abitazione. Una condotta ritenuta particolarmente grave dal giudice, anche alla luce del concreto pericolo di fuga, che ha portato all’aggravamento della misura cautelare. Il provvedimento è stato quindi notificato ed eseguito in carcere dai Carabinieri.