Home Cantieri e lavori pubblici Nuovo ospedale di Carpi, oltre 2,2 milioni di euro per gli espropri

Nuovo ospedale di Carpi, oltre 2,2 milioni di euro per gli espropri

La quota più consistente degli espropri, 1.828.759 euro, è a carico dell’Ausl di Modena, somma che l’azienda ha già versato al Comune mentre a carico dell’ente pubblico rimane una quota di 465.248 euro. Sul piano finanziario viene dunque assicurata la copertura delle somme previste per gli espropri ma sarà l’iter delle singole procedure a stabilire concretamente l’entità delle indennità e a chiarire se emergeranno eventuali contestazioni da parte dei proprietari interessati.

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Rendering del nuovo ospedale

Prosegue l’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Carpi e, tra i passaggi amministrativi che accompagnano il progetto, entra nel vivo anche la fase relativa all’acquisizione delle aree necessarie all’intervento. Il Comune ha infatti assunto gli impegni di spesa per gli espropri, per un importo complessivo di 2.294.008 euro.

La cifra è contenuta in una determina del Settore Opere Pubbliche e Manutenzione della Città, firmata il 18 agosto, che dà seguito all’Accordo Operativo approvato dal Consiglio comunale il 12 marzo scorso. L’Accordo ha comportato l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.

Nel dettaglio, la quota più consistente degli espropri, 1.828.759 euro, è a carico dell’Ausl di Modena, somma che l’azienda ha già versato al Comune.

A carico dell’ente pubblico rimane invece una quota di 465.248 euro, anch’essa destinata alle indennità di esproprio e ai relativi oneri. Complessivamente, dunque, l’amministrazione comunale ha prenotato una spesa di poco meno di 2,3 milioni di euro per l’acquisizione delle aree necessarie al nuovo ospedale.

A seguito dell’approvazione dell’Accordo Operativo, è il Comune di Carpi ad avere assunto il ruolo di autorità espropriante: curerà gli adempimenti previsti dalla normativa e provvederà successivamente ad assegnare le aree ai rispettivi beneficiari, vale a dire l’Ausl e il Comune stesso.

La procedura era stata avviata già nel 2025: la proposta di Accordo Operativo prevedeva infatti il vincolo preordinato all’esproprio e la dichiarazione di pubblica utilità, con un Piano Particellare d’Opera contenente la descrizione degli immobili interessati, i dati catastali e l’elenco dei proprietari. Gli interessati erano stati informati dell’avvio del procedimento e della documentazione depositata.

Gli atti erano rimasti depositati per 60 giorni, dal 5 novembre 2025 al 5 gennaio 2026, durante i quali erano state presentate dieci osservazioni da parte di privati. Nel corso dell’iter di approvazione dell’Accordo è stata poi rimodulata la fase acquisitiva: anziché procedere immediatamente con una definizione puntuale di tutte le aree da assegnare, sono stati individuati macro-ambiti di intervento, rinviando la precisa individuazione delle aree alla fase successiva all’approvazione del PFTE, il progetto di fattibilità tecnico-economica.

Secondo il Comune, questa impostazione consentirà di ridurre gli oneri finanziari a bilancio e di presentare ai proprietari coinvolti nelle procedure espropriative un quadro più lineare e meno frammentato.

Sul piano finanziario, con il versamento dell’Ausl e lo stanziamento della quota comunale, viene ora assicurata la copertura delle somme previste per le procedure espropriative. Ma sarà l’iter delle singole procedure a stabilire concretamente l’entità delle indennità e a chiarire se emergeranno eventuali contestazioni da parte dei proprietari interessati.

Jessica Bianchi