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Parco nell’ex ospedale e stop all’abbandono: il mio appello per salvare il cuore di Carpi

Leggo del rilancio del Centro Storico quale “hub” e questa mia breve lettera, che con speranza vorrei veder pubblicata, è un accorato appello dedicato a chi ama la Città.

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Leggo del rilancio del Centro Storico quale “hub” e questa mia breve lettera, che con speranza vorrei veder pubblicata, è un accorato appello dedicato a chi ama la Città.

La città nasceva dentro le mura per proteggere, per scambiare, per vivere: spazi di artigianato, commercio, le “botteghe” e le drogherie con i profumi di caffè e biscotti,  che per mia fortuna sono ancora riuscita a vedere e custodisco nei ricordi di bambina.

Purtroppo oggi vediamo sempre più cemento, meno verde e un centro storico che sembra la brutta copia di un centro commerciale, ma senza comfort: niente parcheggi comodi, niente aria climatizzata, nessuna musica di sottofondo.

Viviamo in tempi strani, di paradossi: si parla tanto di “green” ma si tagliano gli alberi, si cementifica la campagna e si crede che basti un pannello fotovoltaico per essere sostenibili.

A Carpi, come in tante altre città, il cuore pulsante era fatto di piccole attività, di artigiani, di negozi che davano vita e calore alle nostre strade. Oggi, tra acquisti online e grandi distribuzioni, il rischio è vedere sempre più saracinesche chiuse, cittadinanza scoraggiata e un centro storico vuoto, senza radici né cultura.

Per questo sono convinta che il rilancio “hub”, senza una pianificazione generale per il futuro, rischi di essere un fuoco di paglia: è necessaria e urgente una rivoluzione culturale! Serve promuovere gli acquisti di vicinato, sostenere le botteghe e le attività artigianali con incentivi e campagne di sensibilizzazione. Perché la città torni ad essere un luogo vivo, bello e pieno di scambi, non solo un contenitore vuoto e triste senza più radici.

Un appello infine: perché lasciare che quelle meravigliose case di campagna, che fanno tristemente capolino tra fabbriche e supermercati, vengano sommariamente abbandonate e ridotte a ruderi? Perché non recuperarle? Si potrebbero acquisire e destinare a attività sociali o case popolari. Sono comunque un patrimonio storico da tutelare!

Inoltre, se mai l’ospedale si sposterà, perché al suo posto non creare un grande parco cittadino che arrivi fino a comprendere Piazzale Donatori del Sangue, magari predisponendo un parcheggio interrato a servizio del centro? Sarebbe un’occasione unica, un polmone verde proprio nel cuore urbano come si trovano a Bologna o Parma, così che i carpigiani e i turisti possano godersi la natura senza dover uscire dalla città.

Per il grande Parco dell’ Ex Ospedale lancio il mio accorato appello: non costruite ancora, investite con coraggio nel Verde! Una città più bella è sempre più benessere, più attrattiva e garanzia d’investimento.

Vorrei infine proporre di vietare l’uso dei cartelli lampeggianti con le scritte “chiuso” e “aperto” nel centro storico e di prestare, in generale, maggiore attenzione alla cartellonistica nei colori e nei contenuti delle insegne. Questi cartelli, infatti, risultano del tutto inadeguati: uno sfregio alla bellezza architettonica delle vecchie case e degli edifici storici.

Vorrei vedere una Carpi più verde, più viva, più amata, dove il passato e il futuro si incontrano senza perdere di vista l’essenziale: il benessere e la qualità della vita di chi la abita.

Grazie. Cittadina di Carpi