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Carpi celebra San Bernardino Realino, il patrono secondario della città

Bernardino Realino nacque a Carpi il 1° dicembre 1530. Nel 2026, ricorrono il 410° anniversario della morte del Santo a Lecce, il 2 luglio 1616, e il 130° della beatificazione a Roma, il 12 gennaio 1896. Sabato 4 luglio la Santa Messa con il Vescovo Castellucci

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Sabato 4 luglio, alle 18.30, nella chiesa di San Bernardino Realino (via Alghisi 15) a Carpi, il vescovo Erio Castellucci, presiederà la Santa Messa nella memoria liturgica di San Bernardino Realino, Patrono secondario della Città e della Diocesi di Carpi. Nel 2026, ricorrono il 410° anniversario della morte del Santo a Lecce, il 2 luglio 1616, e il 130° della beatificazione a Roma, il 12 gennaio 1896. Ci si avvicina inoltre all’80° della canonizzazione, avvenuta il 22 giugno 1947.

Bernardino Realino nacque a Carpi il 1° dicembre 1530, in una illustre famiglia che, per parte materna – i Bellentani – aveva ospitato San Bernardino da Siena in città negli anni ’20 del Quattrocento. Studiò prima a Modena, e quindi a Bologna. Ebbe una giovinezza a tratti turbolenta, in cui intraprese senza successo gli studi di medicina. Maturando una profonda riflessione sulla propria condotta, si dedicò allora alla giurisprudenza, laureandosi nel 1556. Ricoprì la carica di podestà a Felizzano (Alessandria) e a Castelleone (Cremona), dove diede prova di grande senso della giustizia, nell’impegno per la concordia e nella difesa dei più deboli.

Invitato al servizio del marchese d’Avalos a Napoli, qui conobbe la Compagnia di Gesù, e, sentendosi chiamato alla vita religiosa, vi entrò a 34 anni. Ordinato sacerdote, sempre a Napoli, nel 1567, esercitò l’incarico di maestro dei novizi. Trasferito a Lecce diede impulso alla nascita del locale Collegio gesuitico e fu instancabile nell’apostolato. Si distinse per l’assistenza agli ultimi – fra cui malati, carcerati e schiavi turchi, che affluivano nella città – e nell’esercizio del ministero di confessore e di consigliere spirituale. A lui morente si rivolsero i reggitori del Municipio di Lecce che gli fecero l’insolita richiesta di diventare il protettore della città, domandando il suo aiuto oltre la vita terrena. Lui, che tanto aveva fatto del bene alla cittadinanza, acconsentì. Morì il 2 luglio 1616. Fu canonizzato da Pio XII nel 1947. Le sue spoglie sono venerate nella chiesa del Gesù a Lecce.

A Carpi è intitolata a Bernardino Realino la parrocchia in via Alghisi, dove si conserva la reliquia della canna appartenuta al Santo e da lui usata come bastone di appoggio nel camminare. In Vescovado è esposto un antico ritratto, ritenuto autentico, che lo raffigura appunto con la canna fra le mani.