Home Ambiente Sinti nell’ex scuola di Cortile: “Doveva essere una soluzione temporanea”

Sinti nell’ex scuola di Cortile: “Doveva essere una soluzione temporanea”

L'ordinanza è stata eseguita, gli scarichi abusivi sono stati rimossi e le sei famiglie interessate hanno ottemperato alle prescrizioni del Comune. Ma dietro la vicenda dell'ex scuola Tenente Schiavi di Cortile si riapre una questione che va oltre l'emergenza ambientale: quella di una sistemazione nata come provvisoria oltre dieci anni fa e diventata nel tempo una presenza stabile sul territorio.

0
345

L’ordinanza è stata eseguita, gli scarichi abusivi sono stati rimossi e le sei famiglie interessate hanno ottemperato alle prescrizioni del Comune ma la vicenda dell’ex scuola Tenente Schiavi di Cortile è tutt’altro che chiusa. A riportare il tema all’attenzione dell’aula è stata un’interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia, presentata dal consigliere Enrico Fieni, che ha chiesto chiarimenti sulle condizioni igienico-sanitarie e ambientali della microarea Sinti di via Chiesa di Cortile e sul futuro dell’ex plesso scolastico. La questione è tornata d’attualità dopo l’ordinanza firmata dal sindaco Riccardo Righi nei confronti di alcuni residenti dell’area, in seguito alle segnalazioni dei cittadini a cui sono seguiti gli accertamenti svolti da Ufficio Ambiente, Arpae e Polizia Locale. I sopralluoghi avevano infatti rilevato scarichi domestici non autorizzati che convogliavano acque reflue in un fossato adiacente, con potenziali conseguenze sul piano ambientale e sanitario. L’assessore Tamara Calzolari, rispondendo all’interrogazione, ha ripercorso le verifiche effettuate dall’Amministrazione. Il 18 marzo, ancor prima che l’interrogazione venisse depositata, tecnici comunali e Arpae hanno avviato gli accertamenti sugli scarichi, seguiti il giorno successivo da un sopralluogo congiunto con la Polizia Locale e da rilievi fotografici su tutte le unità abitative. “Durante l’ispezione – ha spiegato l’assessore – è stato rilevato che l’edificio della ex scuola conserva una vecchia condotta di scarico ma si tratta di manufatti inattivi da anni così come i servizi igienici ecco perché quando le famiglie Sinti si sono insediate è stato esplicitamente interdetto loro l’utilizzo dei bagni interni proprio per non generare reflui in un impianto non funzionante. Il Comune aveva poi realizzato una linea mista di scarico sulle aree di proprietà comunale collegata a quella esistente ma nel tempo si è intasata e ciò ha portato alcune famiglie a scollegarsi e a scaricare abusivamente nei fossi soprattuto nella porzione a nord”. Il 24 marzo è stato poi formalmente avviato il procedimento amministrativo che ha portato all’emissione dei verbali e alla richiesta di regolarizzazione degli scarichi. Sono stati elevati sei verbali, con sanzioni comprese tra 600 e 3mila euro, e ai residenti è stato imposto di cessare ogni forma di scarico irregolare entro il 21 aprile. Il successivo controllo del 4 maggio ha accertato la rimozione delle tubazioni abusive e il rispetto dell’ordinanza. Parallelamente, ha spiegato Calzolari, il Comune ha avviato un percorso più ampio di monitoraggio dell’area, con il coinvolgimento di Servizi sociali, Ufficio ambiente, Polizia Locale e cooperativa incaricata della mediazione sociale. Sono stati organizzati interventi di bonifica, potenziata la raccolta dei rifiuti e, continua Calzolari, “è stato approntato uno schema di progetto per la manutenzione straordinaria della rete di scarico, che prevede la pulizia delle condotte, la separazione tra acque nere e meteoriche e la realizzazione di un sistema depurativo”. Sul futuro della ex scuola Tenente Schiavi, l’assessore ha precisato che “l’accesso al fabbricato sarà interdetto per impedirne l’utilizzo”.

Enrico Fieni

Ma è proprio qui che si innesta la riflessione politica sollevata da Fieni. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha infatti ricordato come l’insediamento di Cortile fosse nato nel 2013, dopo la chiusura del campo nomadi di via Nuova Ponente, come “soluzione provvisoria destinata a un unico nucleo familiare in attesa di un successivo trasferimento in via dei Fuochi. Nel frattempo gli anni passano ma quella che doveva essere una sistemazione transitoria è diventata di fatto permanente”, ha sottolineato Fieni in aula. Per il consigliere di opposizione le criticità ambientali emerse dimostrano come il problema non sia mai stato realmente superato. Fieni ha ricordato precedenti segnalazioni di scarichi abusivi risalenti al 2023 e ha richiamato anche il blitz dei Carabinieri del 2017, quando alcune aule della scuola furono trovate utilizzate come abitazioni pur in assenza delle necessarie autorizzazioni. “Non vorrei dover aspettare un’altra ordinanza per affrontare nuovamente problemi di carattere ambientale”, ha dichiarato, chiedendo che si apra una riflessione sul recupero dell’immobile per finalità pubbliche e attività di aggregazione come accade a Migliarina mettendo così la parola “fine a un uso improprio di un edificio pubblico”.

Al di là delle sanzioni e degli interventi di ripristino, a oltre un decennio dalla chiusura del campo di via Nuova Ponente, ci si continua a domandare quanto possa durare una soluzione definita provvisoria.

Jessica Bianchi