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Opas realizzerà una ciclabile per aggirare il tratto più pericoloso di via Guastalla

“Il tracciato - sottolinea il direttore generale di Opas, Valerio Pozzi - partirà dall’ingresso del macello e si snoderà per circa tre chilometri attraverso campi di nostra proprietà, dunque lontano dal traffico veicolare, per poi approdare in via San Giacomo”. Il progetto esecutivo ha già incassato l’autorizzazione del Comune di Carpi: un nullaosta che arriva anche per la valenza sociale del progetto dal momento che l’infrastruttura potrà essere utilizzata da chiunque abbia a cuore la propria incolumità.

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Foto di Fabrizio Bizzarri

Tutti ricordano la morte, nel 2021, di Sayed Jashim Uddin, lavoratore di una società in appalto operante nel macello Opas travolto da un camion in via Guastalla mentre stava tornando verso casa in sella alla sua bicicletta. Per celebrarne la memoria, in via dell’Industria è stata posta una ghost bike: un simbolo che popola numerose strade del mondo a testimonianza di coloro che in sella alla loro due ruote hanno perduto la vita. Un asse viario, quello di via Guastalla, estremamente pericoloso per le fasce più deboli della strada e che, a breve, potrà essere in parte bypassato grazie alla realizzazione di una ciclabile da parte della stessa Opas.

La ghost bike in ricordo di Sayed Jashim Uddin

Sono oltre 600 le persone occupate all’interno dello stabilimento di Carpi e sono ben 250 coloro che, “secondo l’analisi effettuata dal nostro mobility manager, si recano al lavoro ogni giorno in bicicletta o col monopattino”, spiega il direttore generale, Valerio Pozzi. “Grazie ai fondi del PNRR abbiamo in previsione circa 9 milioni di euro di investimenti e, all’interno di tale piano, abbiamo inserito anche la realizzazione di una pista ciclabile per garantire così una maggiore sicurezza a tutti i lavoratori che optano per uno spostamento casa – lavoro in bicicletta o in monopattino”.

Da anni Opas organizza dei corsi di formazione di viabilità per i propri dipendenti, dotandoli al contempo di giubbotti e adesivi catarifrangenti: “chi percorre via Guastalla, in direzione Carpi o verso il reggiano, deve fare i conti con un asse risalente agli Anni Cinquanta, scarsamente illuminato e caratterizzato da carreggiate di modeste dimensioni” prosegue Pozzi. Una strada del tutto inadeguata a sostenere i flussi di traffico odierni, in termini quantitativi e qualitativi, dal momento che i veicoli in transito sono nettamente aumentati sia in numero che in dimensioni”. Via Guastalla, soprattutto quando le “giornate si accorciano o in caso di nebbia, diventa molto pericolosa pertanto, unitamente a tutte le società che operano all’interno del nostro sito, abbiamo deciso di creare un percorso ciclabile il cui progetto esecutivo ha già incassato l’autorizzazione del Comune di Carpi”.

Un nullaosta che arriva anche per la valenza sociale del progetto dal momento che l’infrastruttura potrà essere utilizzata da chiunque abbia a cuore la propria incolumità. “Il tracciato – sottolinea il direttore generale – partirà dall’ingresso del macello e si snoderà per circa tre chilometri attraverso campi di nostra proprietà, dunque lontano dal traffico veicolare, per poi approdare in via San Giacomo. Realizzata in ghiaino e attrezzata con una adeguata illuminazione e segnaletica, la ciclabile consentirà di bypassare il cavalcavia di via Guastalla, punto particolarmente pericoloso”.

Il cantiere decollerà non appena verranno “liberati i fondi del PNRR ma noi auspichiamo di essere pronti in autunno; purtroppo la burocrazia è lenta ma noi siamo pronti” conclude Pozzi.

Una infrastruttura di cui si sente la necessità e che confidiamo possa essere accompagnata dalla realizzazione da parte dell’Amministrazione Comunale di un attraversamento sicuro tra via San Giacomo e via dell’Industria, altro nodo tristemente irrisolto da anni, affinché le criticità oggi presenti tra via Guastalla e via dell’Industria non facciano altro che ripresentarsi poco più in là.

La realizzazione della ciclabile è senza dubbio un’ottima notizia. Fa però riflettere che a colmare una lacuna tanto evidente sia un’azienda privata e non le istituzioni, soprattutto in un momento in cui si parla sempre più spesso di mobilità sostenibile. Promuovere l’uso della bicicletta è importante, ma senza infrastrutture sicure il rischio è che questi obiettivi restino soltanto slogan. Le ciclabili non dovrebbero nascere sull’onda delle tragedie o per iniziativa dei privati, ma essere parte integrante della pianificazione pubblica del territorio.

Jessica Bianchi