Home Carpi Bilancio 2025, la distribuzione di riserve di Aimag fa discutere

Bilancio 2025, la distribuzione di riserve di Aimag fa discutere

Opposizione all'attacco: "si erode il patrimonio della multiutility". Il Sindaco Righi difende la scelta

0
256

Riccardo Righi, Monica Medici e Mariella Lugli

Il rendiconto 2025 del Comune di Carpi, presentato nell’ultima seduta del Consiglio Comunale di martedì 28 aprile, accende i riflettori sui conti dell’ente e, in particolare, sul rapporto con la partecipata Aimag Spa. Al centro del dibattito, una cifra specifica: gli 811mila euro derivanti dalla distribuzione di riserve della società e che hanno contribuito a rimpinguare le entrate extratributarie del Comune (salite a un totale di 8,4 milioni).

La critica più dura arriva da Monica Medici (Carpi Civica), che punta il dito sulla natura tecnica dell’operazione. Secondo Medici, prelevare dalle riserve non equivale a incassare gli utili d’esercizio (i dividendi canonici), ma significa intaccare il patrimonio netto della società. Ed essendo Aimag una società partecipata dal Comune di Carpi, “distribuire le riserve – ha dichiarato Medici – equivale a erodere il patrimonio di Aimag in attesa che sia presa una decisione sul futuro dell’azienda”. Per la consigliera, questa mossa diminuirebbe il valore reale dell’azienda, segnalando una gestione miope delle risorse.

Di parere opposto il Sindaco Riccardo Righi, che rispedisce al mittente le accuse di irrazionalità. Righi ha spiegato che la decisione è arrivata dopo un’attenta analisi dei bilanci semestrali, che mostrano un gruppo in forte ripresa. “Le riserve del gruppo sono ancora considerevoli e gli utili sono in crescita, in previsione abbiamo 1,2 milioni di euro di dividendi previsti. Questa operazione riflette una governance forte che ha portato risultati straordinari non aspettati”. Secondo il Sindaco, la solidità di Aimag è tale da permettere questa distribuzione senza mettere a rischio il futuro della società.

A supporto della linea della maggioranza è intervenuta anche Mariella Lugli, ricordando che l’anno precedente non erano stati distribuiti dividendi ai soci e che i 4 milioni di utili erano confluiti interamente a riserva nel patrimonio di Aimag.

Una tesi, questa, che non convince Monica Medici. “Risulta singolare notare come l’andamento di Aimag oscilli drasticamente tra risultati estremamente negativi e picchi di eccellenza, a seconda dell’annata considerata. L’incapacità di distinguere tra utile d’esercizio e riserve evidenzia una lacuna nella comprensione dei meccanismi di formazione del patrimonio netto aziendale”.

S.G.