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A Nello Scavo il Premio Focherini per la Libertà di stampa

Il reporter di Avvenire è stato insignito del riconoscimento, nel corso del convegno su libertà di stampa e democrazia svoltosi oggi al Campo di Fossoli (Carpi), che ha visto anche la premiazione del concorso dedicato ai giovani giornalisti precari (Alex Giuzio e Tomas Trenchi), e il dialogo tra Emanuele Fiano e Safwat Kahlout sul sacrificio degli operatori dell’informazione a Gaza.

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Il Premio Focherini a Nello Scavo, e il suo saluto da Beirut

“Giornalista d’inchiesta tra i più autorevoli del panorama italiano ed europeo, ha saputo coniugare rigore professionale, coraggio personale e profonda sensibilità umana. I suoi principali lavori testimoniano un impegno costante nella ricerca della verità: dall’inchiesta sulle reti del traffico di esseri umani nel Mediterraneo, che ha contribuito a smascherare complicità e responsabilità internazionali, alle indagini sui respingimenti illegali e sulle condizioni dei migranti nei centri di detenzione libici”: questa la motivazione con la quale oggi, al Campo di Fossoli, Nello Scavo ha ricevuto il Premio Odoardo Focherini per la libertà di stampa, conferitogli da Associazione Stampa Modenese, Fondazione Fossoli e Diocesi di Carpi. Il riconoscimento, assegnato lo scorso anno a Stefania Battistini, per questa seconda edizione ha premiato il reporter e giornalista d’inchiesta di Avvenire, che ha ringraziato con un video da Beirut, dove si trova attualmente per documentare il conflitto in Medio Oriente.

Durante l’iniziativa sono stati inoltre premiati i primi due classificati del concorso dedicato a giovani giornalisti under 40, attivi in Emilia-Romagna e in condizioni di precariato: si tratta di Alex Giuzio (1° classificato) e Tomas Trenchi (2° classificato). La Giuria che ha stabilito la graduatoria è composta da Silvestro Ramunno, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Paolo Maria Amadasi, presidente dell’Associazione Stampa Emilia-Romagna, Paolo Tomassone, Associazione Stampa Modenese, Fabio Montella, Fondazione Fossoli, Luigi Lamma, Ufficio Comunicazione Diocesi di Carpi e Francesco Manicardi, giornalista e nipote di Odoardo Focherini.

Il Premio ai giovani giornalisti Alex Giuzio e Tomas Trenchi

I riconoscimenti sono stati conferiti nel corso del convegno Libertà di stampa e democrazia. Testimoni di ieri e di oggi, promosso da Fondazione Fossoli e Associazione Stampa Modenese con patrocinio di Comune di Carpi, Diocesi di Carpi, Provincia di Modena, in collaborazione con Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Osservatorio sulla libertà di stampa, Federazione Italiana Settimanali Cattolici, Unione della Stampa Cattolica Italiana e Avvenire. L’incontro, aperto alla cittadinanza e accreditato per la formazione di giornalisti e insegnanti, ha visto la partecipazione di Francesco Manicardi, giornalista e nipote di Odoardo Focherini, della segretaria generale FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana – Alessandra Costante, del presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno e dell’inviato di Al Jazeera a Gaza Safwat Kahlout, che ha dialogato con il presidente del Comitato scientifico della Fondazione Fossoli Emanuele Fiano, grazie anche alla conduzione di Brunetto Salvarani. I lavori, condotti dal presidente dell’Associazione Stampa Modenese Pier Paolo Pedriali, si sono aperti con i saluti istituzionali della presidente Fondazione Fossoli Manuela Ghizzoni, del sindaco di Carpi Riccardo Righi, dell’arcivescovo di Modena e Nonantola e di Carpi Erio Castellucci e della consigliera regionale Ludovica Carla Ferrari.

Il dialogo tra Emanuele Fiano e Safwat Kahlout, condotto da Brunetto Salvarani

Questo il commento della presidente della Fondazione Fossoli, Manuela Ghizzoni, che nel suo intervento si è rivolta ai presenti: “Voi, giornalisti e giornaliste, siete essenziali alla democrazia, perché il vostro lavoro concorre direttamente alla costruzione dell’opinione pubblica e, quindi, del senso comune, oltre a sostenere la crescita o la deprivazione dello spirito critico e analitico per interpretare notizie, informazioni e la realtà che ci circonda. Il vostro lavoro è strategico perché contribuisce a garantire il pluralismo, a orientare la coscienza pubblica, a condizionare l’attenzione e l’atteggiamento dell’opinione pubblica su un tema rispetto ad un altro.

Ma la funzione democratica dell’informazione ha bisogno di garanzie che ne assicurino libertà ed indipendenza: vale a dire che l’ecosistema in cui voi lavorate necessita di adeguate condizioni politiche, culturali, sociali, professionali, affinché siano regolate con equilibrio le retribuzioni, il finanziamento dell’editoria e dell’informazione, la libertà nell’esercizio della professione. Perché questo accada, occorrono anche specifici interventi normativi, e un sano e corretto rapporto con il potere politico. Credo che ci siano gli argomenti per molte future giornate di aggiornamento”.