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Crisi Cantina di Carpi e Sorbara, Arletti: “non si può perdere questo patrimonio”

La crisi della Cantina di Carpi e Sorbara arriva in Regione con un’interpellanza che accende i riflettori su una delle realtà storiche della cooperazione vitivinicola emiliana. “Sul tavolo, un passivo da oltre 12 milioni di euro, il crollo della produzione e le preoccupazioni per il futuro di centinaia di soci conferitori” spiega il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti.

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La crisi della Cantina di Carpi e Sorbara arriva in Regione con un’interpellanza che accende i riflettori su una delle realtà storiche della cooperazione vitivinicola emiliana. Sul tavolo, un passivo da oltre 12 milioni di euro, il crollo della produzione e le preoccupazioni per il futuro di centinaia di soci conferitori.

“Ci troviamo di fronte a una situazione estremamente delicata – ha spiegato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti – che non può essere sottovalutata. La Cantina di Carpi e Sorbara rappresenta non solo un presidio economico, ma anche sociale e identitario per tutto il territorio modenese. Una realtà che negli anni si è distinta anche per il livello di innovazione e qualità degli impianti, arrivando a rappresentare un’eccellenza tecnologica riconosciuta tra le più avanzate a livello europeo. C’è un patrimonio da preservare e oltre 800 soci, molti dei quali piccoli produttori che dipendono interamente dai conferimenti alla cantina, che devono essere salvati da una situazione resa complessa da fattori esterni come gli eventi climatici e la diffusione della flavescenza dorata che ha costretto allo sradicamento di intere vigne”, ha aggiunto la consigliera.

“Anche gli investimenti di ammodernamento necessari effettuati negli anni pre-covid e poi risultati difficili da ammortizzare proprio a causa della pandemia hanno inciso pesantemente, ma ora è necessario che tutti facciano la loro parte per scongiurare un disastro economico e sociale per il territorio modenese”, ha proseguito Arletti.

“È quindi fondamentale che la Regione chiarisca se e come abbia seguito questa crisi negli ultimi mesi, anche attraverso un confronto diretto con la dirigenza della cooperativa. Serve capire quali strumenti concreti si intendano adottare per garantire la continuità dell’attività e tutelare i soci. Deve essere chiaro che in questo caso è necessario un intervento straordinario, che vada oltre l’ordinaria gestione. Allo stesso tempo, è indispensabile fare piena luce sulle dinamiche gestionali ed economico-finanziarie che hanno condotto a questa situazione, garantendo la massima trasparenza e chiarezza rispetto alle responsabilità. Vogliamo quindi capire dalla Giunta dell’Emilia-Romagna se abbia attivato un confronto con le altre cantine del territorio modenese e se intenda convocare un tavolo regionale con associazioni di categoria e vertici della cooperativa, per individuare soluzioni condivise. Il rischio è quello di perdere un patrimonio produttivo e sociale unico, con ricadute pesanti su tutto il comparto vitivinicolo locale. Una prospettiva che non possiamo permetterci e su cui la Regione deve dare risposte”, ha concluso Arletti.