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2 aprile, Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo: oltre 11mila persone assistite in Emilia-Romagna

Oltre tre quarti degli assistiti sono minori, quasi 9.200: un dato che evidenzia l’impegno del servizio sanitario regionale per la diagnosi precoce e l’assistenza continua.

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Sono 11.099 le persone con disturbi dello spettro autistico assistite nel 2025 dal servizio sanitario dell’Emilia-Romagna, di cui 9.172 minori seguiti in gran parte dalle Unità Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Npia); 2.300 sono gli adulti in carico ai Centri di salute mentale (Csm). Soni i dati diffusi dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute in occasione della Giornata della consapevolezza sull’autismo, che si celebra in tutto il mondo il 2 aprile. Numeri in aumento: si è passati dalle 2.023 persone del 2013 alle oltre 11mila del 2025, con un incremento del 448,6% che riflettono sia una maggiore capacità diagnostica, sempre più precoce, sia una crescente domanda di supporto lungo tutto l’arco della vita. L’impegno della Regione, infatti, in questi anni si è concentrato, oltre che sulla diagnosi precoce, sulla tempestiva presa in carico e un efficace percorso di inclusione che duri tutta la vita ed è consolidato da oltre vent’anni, a partire dalle prime linee di indirizzo del 2004. Con il Piano attuativo salute mentale 2025 sono stati destinati 4 milioni e 230 mila euro alle Aziende sanitarie per potenziare la qualità e l’appropriatezza degli interventi, attraverso investimenti sulle professionalità e sul rafforzamento della rete dei servizi. L’intensità dell’impegno del servizio sanitario regionale è testimoniata anche dai volumi di attività: nel 2025 sono state erogate 165.756 prestazioni a minori con autismo (dal conteggio sono escluse le prestazioni affidate all’esterno dei servizi), pari al 21,4% di tutte le attività di neuropsichiatria infantile, quindi quasi una prestazione su quattro è dedicata a questo ambito. La presa in carico delle persone con disturbo dello spettro autistico richiede un impegno continuo, integrato e capace di adattarsi ai bisogni che evolvono nel tempo- affermano l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e l’assessora al Welfare, Isabella Conti-. In Emilia-Romagna lavoriamo da anni per consolidare una rete che unisca sanità, scuola e servizi sociali, con l’obiettivo di garantire diagnosi tempestive, interventi appropriati e soprattutto percorsi di vita personalizzati. I dati ci mostrano una crescita importante della domanda, a cui rispondiamo rafforzando gli investimenti, la formazione degli operatori e l’integrazione dei servizi, perché ogni persona con autismo possa costruire il proprio progetto di autonomia e inclusione nella comunità”.

I dati

Le persone con disturbi dello spettro autistico assistite nel 2025 dal sistema sanitario dell’Emilia-Romagna sono 11.099: di questi, 9.172 bambini e adolescenti sono seguiti dai servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, rappresentando il 77,6% dell’utenza complessiva, mentre oltre 2.300 adulti sono presi in carico dai Centri di salute mentale, un numero in forte crescita rispetto alle 240 persone assistite nel 2015, a conferma dell’importanza della continuità assistenziale nel passaggio all’età adulta. L’analisi per età evidenzia una forte concentrazione nelle prime fasi della vita, con il 50,6% degli assistiti nella fascia 0-10 anni e il 27% tra gli 11 e i 17 anni, mentre gli adulti rappresentano oggi il 22,4% del totale. Si conferma inoltre una prevalenza maschile pari al 76,4%. La rete dei servizi è diffusa in modo capillare su tutto il territorio regionale, con 3.005 assistiti nell’area della Romagna, 2.035 a Modena, 1.816 a Bologna a cui si aggiungono 350 nell’area di Imola, 1.727 a Reggio Emilia, 839 a Parma, 770 a Piacenza e 557 a Ferrara.